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Artigiani doc, crediti privilegiati

del 19/04/2012
di: di Enzo Sollini
Artigiani doc, crediti privilegiati
Il credito vantato dall'impresa iscritta allo specifico albo artigiano ha privilegio generale sui beni mobili ai sensi dell'articolo 2751 bis, n. 5 del codice civile come modificato dall'articolo 36 del decreto legge 5/2012 (semplificazioni) convertito con modificazioni dalla legge 35/2012.

In sostanza il legislatore, con l'introduzione dell'inciso «definita ai sensi delle disposizioni legislative vigenti» ha inteso dettare un criterio di uniformità interpretativo del concetto d'impresa artigiana ai fini del riconoscimento del privilegio.

È opportuno ricordare la legge 443/1985, oltre a istituire l'albo delle imprese artigiane, contiene la definizione d'imprenditore artigiano e d'impresa artigiana. È imprenditore artigiano colui che, in possesso di determinati requisiti tecnico-professionali, esercita l'impresa personalmente, professionalmente e in qualità di titolare assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi inerenti alla direzione e alla gestione riversando nel processo produttivo la sua attività, anche manuale, in misura prevalente. È artigiana l'impresa esercitata dall'imprenditore artigiano per la produzione di beni e la prestazione di servizi nei limiti dimensionali fissati dall'articolo 4. A mente dell'articolo 5 della legge 443/1985 le imprese artigiane in possesso dei predetti requisiti sono obbligate ad iscriversi tassativamente all'albo delle imprese artigiane. La predetta iscrizione, oltre a essere obbligatoria, è costitutiva dell'impresa artigiana ed è anche condizione per l'ottenimento delle agevolazioni di legge.

A fronte del quadro normativo predetto, la giurisprudenza è tutt'altro che concorde nel ritenere che l'iscrizione dell'impresa all'albo degli artigiani comporti il riconoscimento del privilegio di cui all'articolo 2751 bis, comma 1, n. 5 del c.c. Mentre alcuni giudici di merito hanno ritenuto di attribuire all'iscrizione nel registro delle imprese artigiane effetto costitutivo anche ai fini del riconoscimento del predetto privilegio generale, gli Ermellini hanno in più occasioni affermato che l'iscrizione al registro delle imprese artigiane ha un ruolo costitutivo al fine del riconoscimento delle agevolazioni tributarie ma non ha alcuna efficacia in ordine all'attribuzione del privilegio generale in discussione (Cfr. Cass. n. 14365/2000), con la conseguenza che la produzione del certificato d'iscrizione all'albo costituisce un mero indizio da verificare con altri fattori da avallare la sussistenza dei requisiti di legge. La questione, non di poco conto poiché in fase di domanda di ammissione al passivo, ha consolidato diverse prassi nei vari tribunali determinando una notevole quantità di opposizioni agli stati passivi.

Con la novella il legislatore sembra voler chiarire la portata applicativa dell'articolo 2751 bis, n 5 del c.c. nel senso che l'iscrizione allo specifico albo attribuisce automaticamente il diritto al privilegio generale.

La novità, che non ha rilevanza per gli stati passivi divenuti definitivi, rileva invece per quelli per i quali sono ancora aperti i termini di opposizione e per quelli futuri. Per quanto riguarda i concordati la norma incide sia in fase di votazione (cambiano in quanto la sola iscrizione dell'impresa comporta la sua collocazione tra i privilegi e quindi è opportuno che il commissario giudiziale aggiorni la sua relazione) che in sede di pagamento per quelli omologati poiché la collocazione tra i chirografi in fase di votazione è irrilevante in quanto il creditore deve provare il diritto al privilegio in sede di pagamento.

È comunque certo che il riconoscimento del privilegio all'iscrizione dell'impresa all'albo comporta, di fatto, un notevole aumento dei crediti privilegiati con una conseguente riduzione delle somme a disposizione dei creditori chirografari.

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