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Lavoro, modifiche sui contratti

del 18/04/2012
di: di Simona D'Alessio
Lavoro, modifiche sui contratti
Più ampia discrezionalità del giudice nella decisione sul reintegro in caso di licenziamenti per motivi disciplinari. Interruzioni più brevi prima di poter stipulare un nuovo contratto a tempo (si va fino a un massimo di 90 giorni) e, ancora, maggiore chiarezza sulla regolamentazione delle false partite Iva. Ecco alcune fra le più accreditate ipotesi di correzione alla riforma del mercato del lavoro, al vaglio dell'XI commissione del senato che, terminate le audizioni, oggi si dedicherà con ben tre sedute alla discussione generale e alla stesura degli emendamenti, il cui termine per la presentazione è fissato alle 12 di martedì 24. «Miglioramenti all'impianto sulla flessibilità in entrata arriveranno sicuramente, mi auguro che, raggiunta un'intesa fra i partiti che sostengono il governo, gli emendamenti siano pochi e dai contenuti incisivi», afferma in un colloquio con ItaliaOggi Maurizio Castro (Pdl), relatore del testo con Tiziano Treu (Pd). Il restyling, prosegue, si concentrerà sulle formule contrattuali a termine che il provvedimento del ministro Elsa Fornero ha reso più onerose per la parte datoriale: nel dettaglio, l'esponente del centrodestra intravede ritocchi per limitare lo stop tra un contratto e l'altro, che è stato alzato a 60 e 90 giorni (dai 10 e 20 attuali), a seconda se il primo è durato meno, o più di 6 mesi, perché «esistono rapporti per i quali può essere utile, o necessario, sottoscrivere due assunzioni a tempo, senza lunghi intervalli». Il ddl, poi, ribadisce un concetto presente anche nella normativa attuale, e cioè che dopo 36 mesi di tempo determinato scatta l'assunzione definitiva.

Ieri, intanto, in audizione Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha sostenuto che nella riforma manca «una spinta di incentivazione per le piccole e medie imprese che vedono aumentare sensibilmente costi e oneri», e l'apprendistato ne esce penalizzato, così come i giovani. E, se Castro prevede interventi anche sul 1,4% di maggior costo sui contratti di somministrazione a termine, Assolavoro mette in guardia sul rischio che la norma, se non modificata, ridurrà del 35% gli investimenti in formazione delle agenzie per l'occupazione (circa 140 milioni di euro nel 2011).

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