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Apprendisti fuori dagli studi di settore

del 14/04/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Apprendisti fuori dagli studi di settore
Nella quantificazione degli studi di settore, non è possibile equiparare l'apporto lavorativo di un dipendente con quello di un apprendista. Sono le conclusioni della sentenza 12/5/12 emessa dalla sezione quinta della Ctp Treviso del 31 gennaio. Quindi, poiché sono previsti sgravi contributivi, assistenziali e previdenziali a favore delle imprese che li assumono, non può avere rilevanza ai fini della determinazione presuntiva del volume di affari la voce relativa alle spese per le prestazioni di lavoro degli apprendisti, giacché l'assunzione di un apprendista non è univocamente indicativa di un incremento della produttività di un'impresa (Ctr Sicilia 43/25/2011). Recentemente, con il dlgs 167/2011 (T.u. apprendistato) è stato riformato l'istituto dell'apprendistato, semplificando e razionalizzando il complesso quadro normativo. Il T.u. ha riconosciuto sostanziali agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono apprendisti e la legge di Stabilità 2012 recentemente approvata ha reso ancora più vantaggiosa l'assunzione di giovani con contratto di apprendistato da parte delle imprese con al massimo nove lavoratori dipendenti. Tra le novità introdotte dal dlgs 167/2011 spicca la possibilità di assumere con contratto di apprendistato lavoratori in mobilità, senza limite di età. In secondo luogo è stato allargato l'ambito dei soggetti che possono ricorrere a questa forma di contratto e quello di applicazione; ora è possibile assumere con contratto di apprendistato in tutti i settori di attività, pubblici o privati, giovani di età compresa tra i quindici e i venticinque anni, per il contratto di apprendistato finalizzato alla qualifica e a al diploma professionale, ovvero giovani di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni per le altre tipologie di apprendistato. È poi possibile assumere con contratto di apprendistato, senza limiti di età, i lavoratori in mobilità ai fini di una loro qualificazione o riqualificazione professionale. Il legislatore ha revisionato la configurazione del contratto di apprendistato che ora viene definito un contratto a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani (art. 1, comma 1). Per agevolare una maggiore diffusione, poi, l'art. 22 della legge 183/2011, la cosiddetta legge di Stabilità, per i contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016, riconosce ai datori di lavoro, che occupano un numero di dipendenti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo del 100% per i contributi maturati nei primi tre anni del contratto, e l'aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni successivi al terzo.

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