Consulenza o Preventivo Gratuito

Norme antielusive chiuse a chiave

del 14/04/2012
di: di Debora Alberici
Norme antielusive chiuse a chiave
Non è impugnabile di fronte alla Ctp il provvedimento con il quale il fisco rifiuta la disapplicazione delle norme antielusive se il contribuente non ha allegato i documenti che provano l'assenza di un abuso del diritto. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 5843 del 13 aprile 2012, ha accolto il ricorso delle Entrate contro la decisione della Ctr che aveva ritenuto ammissibile il ricorso di una società arl che si opponeva al rifiuto dell'ufficio di disapplicare la norma antielusiva. Insomma il contribuente deve sempre allegare dei documenti che attestino l'assenza, nell'operazione commerciale, di un abuso di diritto se non vuole incorrere nel rischio di un provvedimento amministrativo inappellabile. In generale il diniego opposto dal direttore regionale delle Entrate all'istanza di disapplicazione di norma antielusiva proposta ai sensi dell'art. 37-bis, comma 8, dpr 600/1973 e del dm 19.6.1998 n. 259, essendo atto definitivo in sede amministrativa (tale espressamente qualificato), recettizio, con immediata rilevanza esterna, e assimilabile a un'ipotesi di diniego di agevolazione, è impugnabile, ai sensi dell'art. 19, comma 1, dlgs 546/1992, davanti al giudice tributario, che esplica, al riguardo, cognizione, «non limitata alla mera legittimità formale dell'atto, ma estesa al merito della pretesa e, quindi, all'accertamento della ricorrenza, o meno, delle condizioni applicative dell'agevolazione richiesta». Ma in questo caso siamo di fronte a una carenza del contribuente che non ha presentato la necessaria documentazione. Ciò ha come conseguenza un verdetto favorevole al fisco. Infatti, premesso che il contribuente ha l'obbligo di descrivere compiutamente «la fattispecie concreta che s'intende esentare dall'osservanza delle norme antielusive e di allegare copia della documentazione rilevante ai fini della relativa individuazione e qualificazione, deve, invero osservarsi che il provvedimento oggetto del presente giudizio non è provvedimento di definitivo diniego della richiesta disapplicazione, bensì provvedimento, sostanzialmente interlocutorio», come tale non impugnabile. Infatti secondo le regole del nuovo processo tributario gli unici provvedimenti impugnabili sono gli atti amministrativi definitivi con rilevanza esterna.

vota