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Imu, versamenti divisi in tre rate

del 14/04/2012
di: di Giovanni Galli
Imu, versamenti divisi in tre rate
Imu in tre rate. La conferma arriva da Gianfranco Conte (Pdl) relatore del dl fiscale in commissione finanze alla Camera . Il relatore che è anche presidente della commissione finanze gela però le aspettative di modifica per quanto riguarda una correzione di favore per gli anziani che possiedono una abitazione ma vivono nelle case di cura: «sono contrario» a modifiche su questo tema, ha detto, perché «potrebbe crearsi un problema sociale: dare agevolazioni non vorrei che spinga i figli a mettere gli anziani nelle case di riposo».

Oltre la possibilità di rateizzare il pagamento dell'Imu, le altre novità che riguarderanno sempre l'applicazione dell'imposta sono sull'edilizia sanitaria, sulle dimore storiche e sulle case affittate a canone concordato. Mentre altri fronti aperti alle correzioni saranno il trasporto pubblico locale e gli energivori e la norma sulla deroga al contante. Tutti interventi che saranno presentati lunedì 16 aprile con un pacchetto di emendamenti del relatore Gianfranco Conte. «Stiamo ragionando», ha riferito Conte a margine dei lavori della commissione, «ci sono molti temi che vanno riformulati, assorbiti». Su alcune tematiche «presenterò lunedì mattina i miei emendamenti».

Il termine per la presentazione dei subemendamenti sarà fissato per lunedì a mezzogiorno e a partire dalle 14 si inizierà a votare (si prevede una seduta fiume) per arrivare all'approvazione del provvedimento in commissione il martedì successivo. Il via libera in Aula in seconda lettura è previsto entro la settimana prossima.

Per quanto riguarda le questioni dell'edilizia sanitaria e del trasporto pubblico locale, ha spiegato Conte, le modifiche «sono frutto dell'accordo con il governo» e prevedono «l'anticipazione dello sblocco delle risorse». Sull'Imu, invece, «apporteremo le modifiche necessarie tenendo conto che le risorse non sono granché». In particolare, sull'Imu è allo studio la suddivisione del pagamento in tre rate, modifiche per le dimore storiche e un alleggerimento della tassazione per le case affittate a canone concordato. Sulla suddivisione del pagamento dell'Imu in tre rate, fortemente spinto dal Pdl, Massimo Corsaro, deputato nelle fila proprio del pdl osserva che: «in un momento come questo, visto che non si parla di ripresa economica, sembra importante intervenire almeno sugli aspetti burocratici e sul tema delicato come la casa trovando», continua Corsaro, «misura che consentano un allentamento alla pressione fiscale che grava».

Sulle Fondazioni bancarie, invece, secondo Conte «non è un problema, sono assoggettate al pagamento come tutti gli altri». Ieri nella seduta della commissione sono stati espressi tutti i pareri sugli emendamenti segnalati. Sulle 580 proposte di modifica presentate complessivamente, sono 32 gli emendamenti segnalati dal Pdl, tra i quali 6 riguardano l'Imu. Il Pd segnala invece 44 proposte di modifica di cui la metà sono emendamenti all'articolo 4 sull'Imu. Per quanto riguarda la rateizzazione dell'Imu, Conte non ha fornito ulteriori dettagli se le rate riguarderanno solo l'imposta sulla casa di abitazione o l'Imu in generale, e se si tratterà dell'acconto o tutta l'imposta per il 2012. «Ci stiamo ancora ragionando», ha detto Conte. Anche se su come sarà strutturata la modifica ha espresso timori Graziano Delrio il presidente dell'Anci: «ci auguriamo non venga toccato la rateizzazione dell'Imu. Mentre può essere accettabile che l'Imu prima casa possa essere rateizzata senza grandi problemi, se invece viene rateizzata l'Imu secondaria i problemi di liquidità aumenteranno ulteriormente, dopo il danno provocato con la Tesoreria unica. Questa ipotesi non può essere assolutamente presa in considerazione, pena il rischio di fortissime anticipazioni di cassa che i Comuni dovranno chiedere allo Stato». «L'elemento più importante che mi pare si debba considerare oggi», continua Delrio, «è il lavoro fatto per dare sollievo e liquidità alle nostre imprese. Verranno confermati, crediamo, il miliardo di euro di disponibilità dei residui perenti; dovrebbe essere disponibile il fondo da 2 miliardi della Cassa depositi e prestiti per la cessione di credito. Le imprese potranno quindi incassare i loro crediti dalla Pubblica amministrazione». «Potranno essere utilizzati, se sarà approvato l'emendamento», sottolinea il presidente Anci, «ulteriori 500 milioni per quei Comuni che potranno girarli per effettuare pagamenti sugli investimenti e potranno anche estinguere anticipatamente i mutui. Se queste cose verranno confermate, qualche sollievo per le nostre imprese ci sarà».

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