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Equitalia ed Entrate uguali in giudizio

del 13/04/2012
di: Andrea Bongi
Equitalia ed Entrate uguali in giudizio
Uffici delle entrate e Agenti della riscossione, se chiamati in giudizio, non devono assumere comportamenti non uniformi o addirittura contraddittori fra di loro. Per evitare tutto ciò l'Agenzia delle entrate ha diffuso ieri un ulteriore documento di prassi, la circolare n. 12/e, che richiamando anche la precedente circolare n. 51/e del 2008, precisa ulteriormente le competenze e le regole per la corretta costituzione in giudizio fra uffici dell'agenzia e agenti della riscossione. È l'oggetto dell'impugnativa del contribuente che individua la legittimazione passiva fra Agente della riscossione e Agenzia delle entrate. Contro il primo si dovrà ricorrere in caso di contestazione di vizi relativi alla sua specifica attività quali le notifiche, la mancata sottoscrizione o individuazione del funzionario responsabile del procedimento di emissione o notifica della cartella di pagamento e contro le misure cautelari (fermo, ipoteca ecc.)

Contro l'Agenzia delle entrate si dovrà invece ricorrere quando si contesta la legittimità della pretesa erariale sulla base della quale sono iniziati gli atti della riscossione.

In ogni stato e grado del giudizio, precisa la circolare, l'Ufficio e l'Agente della riscossione dovranno curare, esclusivamente, le questioni di propria competenza assicurando l'opportuno espletamento della difesa degli interessi erariali. A fronte di pronunce sfavorevoli ognuno dei due enti dovrà effettuare valutazioni autonome in ordine al contenuto delle stesse ed alla prosecuzione o meno del giudizio. Nel caso di impugnazione della sentenza le stessa dovrà essere proposta nei confronti di tutte le parti del giudizio. Se l'Ufficio ritiene di procedere allo sgravio del ruolo dovrà ovviamente darne notizia all'Agente almeno 20 giorni prima della scadenza del termine per la costituzione in giudizio.

Qualora l'Ufficio delle entrate sia chiamato in giudizio per questioni attinenti unicamente all'attività dell'Agente della riscossione, dovrà eccepire il suo difetto di legittimazione passiva conformandosi a quanto già precisato nella richiamata circolare n.51/e del 2008.

In queste circostanze gli uffici eccepiranno il difetto di legittimazione passiva ma contemporaneamente, visto che la giurisprudenza di legittimità non sembra sostenere tale tesi, procederanno alla contestuale chiamata in causa dell'Agente della riscossione ai sensi dell'articolo 14, comma 3, dlgs 546/92.

Se invece i motivi del ricorso riguardano anche l'attività dell'Ufficio, quest'ultimo dovrà chiamare in causa anche l'Agente della riscossione, preoccupandosi al tempo stesso di coltivare opportunamente il contenzioso con le apposite controdeduzioni e repliche di propria competenza.

Se l'Agente della riscossione, nonostante la chiamata in causa dell'Ufficio, non si costituisce in giudizio, l'Ufficio provvederà comunque a trasmettergli copia della sentenza favorevole al contribuente se i motivi della stessa sono addebitabili all'Agente, in tempo utile per le eventuali impugnazioni.

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