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Solo dichiarazione infedele per le fatture non pagate

del 13/04/2012
di: Debora Alberici
Solo dichiarazione infedele per le fatture non pagate
Risponde di dichiarazione infedele ma non di evasione dell'Iva il professionista che emette fatture non pagate senza annotarle nella sua contabilità. Lo ha stabilito la Cassazione che, con sentenza n. 13926 del 12/04/2012, ha confermato la condanna per dichiarazione infedele a carico di un architetto che aveva emesso fatture per servizi prestati alla società della quale era rappresentante legale prima che queste fossero effettivamente pagate. Mentre, come spiegato dalla terza sezione penale, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto «è ben vero che la normativa tributaria (art. 6, dpr n. 633/1972) stabilisce che le prestazioni di servizi sono soggette all'Iva soltanto se rese verso corrispettivo, e si considerano effettuate all'atto del relativo pagamento, per cui prima di tale momento non sussiste alcun obbligo (ma solo la facoltà) di emettere fattura o di pagare l'imposta e quindi in assenza di fattura la pretesa fiscale relativa a una prestazione di servizi non può prescindere dall'accertamento relativo al pagamento del corrispettivo»; per quanto concerne la dichiarazione infedele si tratta, invece, di un reato di pericolo. Esso è commesso quando, al fine di evadere l'Iva, in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte sono indicati elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo, sempre che l'imposta evasa superi i limiti e la percentuale prevista nell'art. 4 del dlgs n. 74/2000. In altri termini, per la configurazione del delitto è sufficiente che la dichiarazione presentata ai fini Iva contenga «elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi», e che ricorrano le altre condizioni previste in relazione all'ammontare dell'imposta evasa e degli elementi attivi sottratti a imposizione, fatto che assicura che la condotta infedele accertata sia qualitativamente tale da arrecare all'amministrazione finanziaria un nocumento sostanziale e non solo formale. Non è richiesto necessariamente per il perfezionamento del reato l'evento di danno. La Procura generale della Suprema corte, nell'udienza tenutasi lo scorso 1° dicembre, ha chiesto alla terza sezione penale di confermare la condanna per dichiarazione infedele.

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