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Paletti a Equitalia

del 13/04/2012
di: di Debora Alberici
Paletti a Equitalia
Equitalia non può iscrivere ipoteca per crediti non realizzabili con l'espropriazione immobiliare. Neppure dopo il decreto 40/2010. Lo hanno stabilito le Sezioni unite civili della Cassazione che, con sentenza n. 5771 del 12 aprile 2012, hanno confermato e consolidato questo orientamento interpretativo. Equitalia, insomma, non può iscrivere ipoteca per crediti inferiori agli 8 mila euro. Nulla è dunque cambiato dopo l'entrata in vigore dell'articolo 3 del decreto che ha espressamente vietato ai concessionari della riscossione l'ipoteca per piccoli debiti. La regola vale tanto per il passato quanto per il futuro. In questo caso, il contribuente si è salvato perché il suo debito era di appena 2 mila euro.

I giudici hanno spiegato che neppure la riforma del 2010 è apparsa decisiva dal momento che quello che conta ai fini dell'interpretazione di un atto normativo non è l'intenzione del legislatore o la lettura dei ministeri ma la volontà oggettiva della legge quale risultante dal dato letterale che nel caso di specie depone nel senso della non iscrivibilità dell'ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare.

Negli anni la giurisprudenza della Suprema corte non è sempre stata uniforme sul punto. Alcuni collegi avevano stabilito che «il sistema delineato dagli artt. 76 e 77 del dpr n. 602/1973 è stato da taluni inteso nel senso che assolvendo anche ad un'autonoma funzione anticipatoria e cautelativa, l'ipoteca poteva essere iscritta pure per crediti che non avrebbero autorizzato il concessionario a procedere a espropriazione forzata».

La tesi è stata completamente superata dalle Sezioni unite. Infatti, per valere come smentita della ormai consolidata interpretazione, «il comma 2 ter dell'art. 3 del dl n. 40/2010 avrebbe dovuto stabilire il contrario e, cioè, che a partire dal momento della emanazione della legge di conversione non sarebbe più stato possibile iscrivere ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare». Ma la disposizione non ha detto nulla di simile, «in quanto non ha fatto cenno al predetto collegamento, ma si è limitata a fissare in modo autonomo il presupposto per le future iscrizioni dell'ipoteca, indicandolo in un importo che seppure coincidente con quello minimo all'epoca previsto per l'espropriazione, non può essere per ciò solo apprezzato come indiretta dimostrazione della inesistenza di limiti per il passato».

La vicenda riguarda una srl che si era vista iscrivere ipoteca su due terreni di sua proprietà per via del mancato pagamento di una cartella esattoriale per poco più di duemila euro, dovuto al fisco a titolo di contributi per opere irrigue realizzate dal Consorzio di bonifica. L'impresa aveva impugnato l'ipoteca di fronte alla ctp che l'ha annullata. La Cassazione ha reso definitivo il verdetto.

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