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Consulenza fiscale legittima

del 12/04/2012
di: di Antonio Tigani Sava e Luca Bontempi
Consulenza fiscale legittima
In data 23 marzo 2012, è stata depositata la sentenza n. 11545/12 da parte delle Sezioni Unite penali della Corte di cassazione. Tale sentenza è destinata a diventare il caposaldo di qualsivoglia futura interpretazione circa la legittimità della professione del consulente tributario in relazione a quelle del dottore commercialista e dell'esperto contabile. Con riferimento infatti all'esercizio abusivo della professione di cui all'art. 348 c.p., i giudici di legittimità hanno disposto il seguente principio di diritto: «Concreta esercizio abusivo di una professione, punibile a norma dell'art. 348 cod.pen., non solo il compimento senza titolo, anche se posto in essere occasionalmente e gratuitamente, di atti da ritenere attribuiti in via esclusiva a una determinata professione, ma anche il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti in via esclusiva, siano univocamente individuati come competenza specifica di una data professione, allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e (almeno minimale) organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un'attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato». Le Sezioni Unite penali, dopo avere esaustivamente analizzato la fattispecie di reato in parola e avere richiamato la corposa giurisprudenza della stessa Corte e di quella Costituzionale (viene più volte citata la nota sentenza della Consulta n. 418 del 1996 che espressamente aveva ritenuto l'attività del dottore commercialista e del ragioniere non riservata in via esclusiva), hanno in buona sostanza stabilito che: 1) le materie che la legge attribuisce ai dottori commercialisti e agli esperti contabili non sono riservate loro in via esclusiva, ma sono semplicemente individuate come di competenza specifica; 2) i consulenti tributari possono dunque legittimamente svolgere la professione in maniera continuativa, organizzata e remunerata; 3) considerato però che la professione di dottore commercialista e di esperto contabile è ritenuta protetta dalla legge e sottoposta al controllo dell'Ordine di appartenenza, coloro che svolgono l'attività di consulente tributario (rectius: consulenza aziendale e fiscale, tenuta delle contabilità, redazione dei bilanci, dichiarazioni fiscali ecc.) debbono sempre evidenziare che operano in forza di titoli diversi dall'abilitazione professionale, anche per esperienza personale comunque acquisita. La sentenza, mettendo fine a una vicenda oramai annosa, a ben vedere, fa piazza pulita di tutte le pregresse e strumentali tesi susseguitesi nel tempo, secondo cui i tributaristi avrebbero esercitato la propria attività illecitamente, e vieppiù conferma il diritto di altri liberi professionisti (e dunque in primis dei cosiddetti tributaristi, quali soggetti differenti da quelli abilitati) di occuparsi delle materie contabili. Tuttavia viene messa in rilievo l'esigenza dello stato di tutelare la buona fede dei potenziali clienti, i quali debbono essere informati sull'effettiva qualifica del professionista. Considerata la vicenda di partenza esaminata dalla Corte (l'imputato si spacciava per dottore commercialista, non essendolo) e i principi di tassatività e tipicità che sorreggono l'illecito penale, si può ritenere che l'affidamento del terzo (e dunque l'interesse protetto dallo stato con la disciplina degli Ordini) venga garantito dal momento in cui il professionista non iscritto all'Albo, espliciti di essere consulente tributario magari annotando di essere registrato nell'elenco di un'associazione di categoria e quindi di esercitare in base a titoli diversi dall'abilitazione professionale (per esempio, diploma di ragioniere o perito commerciale). Nella logica delineata dalla Suprema Corte, infatti, può ritenersi opportuno se non addirittura capitale che il tributarista vanti l'appartenenza a un'associazione di categoria, laddove è noto per esempio come l'Ancot - Associazione nazionale consulenti tributari, sia in grado di offrire non solo la necessaria caratterizzazione, onde venisse indicata dal singolo professionista quale proprio soggetto sindacale di riferimento, ma altresì la garanzia di far operare i propri affiliati nella massima correttezza e trasparenza, avendo sempre sposato l'indirizzo di non insinuare mai nella potenziale clientela l'erroneo convincimento di avere fra le sue fila iscritti all'Albo di cui al dlgs 139/05.
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