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Il governo punta sulle biomasse

del 12/04/2012
di: di Luigi Chiarello e Giusy Pascucci
Il governo punta sulle biomasse
Il governo mette sul piatto 3 miliardi di euro di incentivi a regime oltre ai 9 già esistenti per le energie rinnovabili. Un totale di 12 miliardi annui entro il 2020 che saranno suddivisi in 6,5 per gli impianti fotovoltaici e 5,5 per le altre rinnovabili. In realtà però gli incentivi per i nuovi impianti saranno soltanto pari a 500 milioni, in quanto 6 miliardi sono stanziati per quelli già esistenti in base all'art. 2, comma 3, del dm 5 maggio 2011. Ed entreranno in vigore dal 1° luglio 2012. Mentre per gli anni successivi è prevista la graduale eliminazione degli incentivi al settore. Per le altre energie elettriche è prevista una stabilizzazione degli incentivi entro il 2020. Il governo, infatti, punta molto sulle energie rinnovabili ma ne abbassa il livello di incentivi uniformandolo alla media europea. Sui grandi impianti di energie rinnovabili (oltre 5 mw) inoltre pagano dazio idroelettrico e geotermoelettrico, mentre gli impianti a biomasse animali avranno l'incentivo solo nel 2013. È quanto prevedono i due decreti ministeriali illustrati ieri dai ministri allo sviluppo economico Corrado Passera, all'ambiente Corrado Clini e alle politiche agricole Mario Catania.

Rispetto alle ultime bozze svelate sabato scorso da ItaliaOggi (7 aprile 2012, pag. 19), il governo ha aumentato da 45 a 55 megawatt i contingenti annuali agevolabili dal 2013 al 2015, per gli impianti idroelettrici di potenza superiore a 20 kw; ha innalzato da 23 mw a 35 mw l'anno i contingenti per il geotermoelettrico e ha confermato la gran mole di megawatt agevolabili nel triennio, per le biomasse di origine animale (145 mw l'anno per tre anni). Cambiano le quantità di megawatt che andranno ad asta a ribasso (quelli prodotti da nuovi impianti di potenza superiore a 5 mw.) Se, per l'eolico, vengono confermate le quantità di energia agevolabile previste dalle ultime bozze, per idroelettrico e geotermoelettrico l'aiuto resta al palo: sparisce cioè ogni tipo di incentivo previsto, già dal 2013. Biogas e biomasse animali, invece, troveranno l'incentivo solamente nel 2013 (per 95 mw) e non più spalmato sul triennio (32 mw l'anno), come era previsto dalle ultime bozze di decreto.

Per il fotovoltaico la correzione al ribasso degli incentivi prevede che la differenza rispetto al quarto conto energia passi da 352 a 237 euro per megawatt sugli impianti la da 3kw su edifici, mentre cala da 313 a 199 l'aiuto per quelli da 200kw. Scende anche per gli impianti da 1 Mw a terra (da 236 a 161 euro). Nonostante la riduzione del sostegno economico, l'Italia resta comunque il paese europeo con il livello di incentivi più alto, superiore anche a Germania e Regno Unito. Gli impianti di potenza superiore e a 12kw accederanno all'incentivo previa iscrizione a registro nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, gli impianti da 1 a 12 kw saranno liberi di accedere dopo l'entrata in esercizio.

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