Consulenza o Preventivo Gratuito

Stretta sul lavoro accessorio

del 10/04/2012
di: Daniele Cirioli
Stretta sul lavoro accessorio
Stretta sul lavoro accessorio. Il tetto di 5 mila euro fissato quale limite alle attività compensabili con i voucher in un anno solare avrà come riferimento non i singoli ma la totalità dei committenti. Salirà inoltre il contributo previdenziale all'Inps, oggi previsto al 13%, in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata.

La riforma riscrive l'articolo 70 del dlgs n. 276/2003 che disciplina il lavoro accessorio. Diverse le novità, a cominciare dal campo di applicazione che non avrà più l'attuale tipizzazione delle attività (lavori domestici, giardinaggio, insegnamento privato ecc.), ma definizione ampia che comprende ogni attività lavorativa di natura meramente occasionale che non dà luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5 mila euro nel corso dell'anno solare, da rivalutarsi annualmente con il tasso Istat (novità, tuttavia, che lascia perplessi. Si pensi, ad esempio, a chi fa lezioni private: il limite è superato avendo tre giovani liceali ai quali si chieda 50 euro a lezione settimanale). La nuova disciplina precisa, poi, che mentre il lavoro accessorio può essere comunque reso nell'ambito di attività agricole di carattere stagionale anche in forma imprenditoriale, le stesse prestazioni sono vietate nei confronti di committenti imprenditori commerciali o professionisti. Pure questa novità lascia perplessi; infatti, il divieto limitato agli «imprenditori commerciali» fa intendere che invece le prestazioni sono lecite nei confronti degli imprenditori operanti in settori diversi da quello commerciale (industria e servizi, per esempio). La riforma, ancora, consente il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte dei committenti pubblici (enti locali, per esempio) nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno. Infine prevede l'aumento della quota contributiva del voucher da destinare all'Inps. Oggi l'aliquota è pari al 13% (ed è così dal 2005, quando l'aliquota ordinaria, piena, era al 17,5%); nel futuro sarà adeguata con decreto ministeriale in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per la gestione separata che lo stesso ddl prevede di un punto percentuale, dal prossimo anno, fino a raggiungere il 33% nel 2018.

vota