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Blackout, versamenti validi

del 10/04/2012
di: di Valerio Stroppa
Blackout, versamenti validi
Il blackout del sistema informatico o il ritardo della banca non configura il mancato versamento in capo al contribuente che ha dato disposizione all'intermediario di pagare l'F24 all'ultimo giorno utile. Qualora il soggetto debitore nei confronti del Fisco debba tener conto anche dei possibili disservizi o disguidi bancari (scioperi, ritardi ecc.), infatti, si verificherebbe «un sostanziale accorciamento del termine di legge». Ad affermarlo la Ctp Reggio Emilia con sentenza 7/2/12. Un contribuente aveva ricevuto dall'amministrazione una comunicazione di irregolarità relativa a Irap e Iva, notificata il 23 dicembre 2009 e da regolarizzare entro 30 giorni. Il termine di pagamento scadeva quindi il 22/1/2010. Il soggetto aveva eseguito il versamento in via telematica, come richiesto dal dl 223/2006 per i titolari di partita Iva, il 21 gennaio presso una filiale bancaria. L'orario dell'operazione risultante dalla delega F24 (ore 17.44) testimoniava che la giornata lavorativa dell'istituto fosse ormai conclusa, tanto che il versamento veniva effettuato materialmente il giorno successivo, ma con valuta al 24/1/2010. Superando, pertanto, il termine imposto dall'Ufficio. Le Entrate contestavano ritardato pagamento, iscrivendo a ruolo sanzioni e interessi. Il contribuente ricorreva in giudizio, ritenendo di aver ottemperato alla richiesta in modo tempestivo e chiedendo l'annullamento della cartella. Tesi accolta dai giudici reggiani. Secondo i quali «trattandosi di operazione da eseguirsi obbligatoriamente per via telematica, non può farsi carico al contribuente di prevedere un termine prudenziale per l'effettuazione del versamento, obbligandolo a tener conto di eventuali disservizi o disguidi bancari», si legge nella sentenza. In caso contrario, chiosa il collegio emiliano, la vicenda «si tradurrebbe in un sostanziale accorciamento del termine di 30 giorni fissato dalla normativa al fine di cui sopra». Insomma, una volta che il contribuente abbia dato in tempo utile disposizione all'istituto di credito di effettuare il versamento e gli abbia messo a disposizione la relativa provvista «ha effettuato tempestivamente l'operazione di estinzione del debito fiscale». Di qui annullamento della pretesa e condanna dell'Agenzia alle spese.
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