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Crisi d'impresa in regola

del 10/04/2012
di: di Enzo Sollini
Crisi d'impresa in regola
Al professionista che redige la relazione accompagnatoria della proposta di concordato preventivo ex art. 161 l.fall. violando tutti gli obblighi previsti a suo carico, tantoché la stessa non è da considerarsi assolutamente idonea allo scopo per cui è prevista, non può essere riconosciuto alcun compenso. E, pertanto, non può essere ammesso al passivo del successivo fallimento. Anzi deve essere indagata la sua responsabilità al fine di un eventuale risarcimento. A questa conclusione è giunto il tribunale di Firenze con decreto 1084/2012 sul fallimento del Gruppo Bianchi Firenze spa.

Il fatto. Il professionista che aveva attestato la «veridicità» dei dati e la «fattibilità» del piano ex articolo 161 delle legge fallimentare ha presentato domanda di ammissione al passivo nel successivo fallimento per la prestazione eseguita. Il giudice delegato ha respinto la domanda in quanto «il credito non è maturato dato che la prestazione effettuata non appare conforme alla diligenza professionale». Il professionista ha proposto rituale opposizione avverso il provvedimento del giudice delegato insistendo per l'ammissione dell'importo richiesto. Ma il tribunale ha respinto l'opposizione confermando il provvedimento emesso dal giudice delegato e condannato il soccombente alla refusione delle spese di lite.

La motivazione. In primo luogo il tribunale ha sottolineato che è necessario valutare se il professionista incaricato di redigere la relazione ex art. 161, abbia usato la diligenza richiesta in relazione alla natura dell'attività prestata; considerato anche il fatto che dopo la riforma il debitore può avanzare ai creditori, che sono chiamati a esprimersi attraverso il voto, qualsiasi proposta per risolvere la crisi d'impresa, a condizione che illustri la sua concreta situazione patrimoniale e finanziaria ed esponga un piano di uscita «fattibile». Il debitore quindi non può rappresentare una situazione aziendale diversa da quella reale (dati non veritieri) e un piano non fattibile è destinato a rimanere una semplice ipotesi. Il compito dell'attestatore invece è quello di illuminare i creditori sulla proposta di soluzione della crisi avanzata dal debitore affinché possano esprimere il voto in maniera informata.

Il professionista deve quindi verificare i dati attivi e passivi, da cui dipende l'attuabilità del piano, esaminandoli e vagliandoli assumendo ogni e qualsiasi notizia necessaria al fine di valutare se sono correttamente espressi non limitandosi ad apporre un visto notarile ai valori indicati dal debitore. Il professionista, inoltre, deve esprimersi in merito alla fattibilità del piano, che non deve essere di «possibilità» o di «probabilità», ma di concreta verosimiglianza nel senso che deve apparire il naturale sviluppo delle premesse elaborate nel piano, dando conto dell'iter logico seguito per esprimere il suo convincimento. Un percorso che deve essere tanto più analitico quanto maggiore è la complessità del piano e numerose le variabili a cui è collegato.

Il Collegio ha evidenziato come dalla relazione del commissario ex articolo 172 l.fall. sono emerse circostanze che azzerano il valore della relazione fatta dal professionista in rapporto ai valori (attivi e passivi) mentre, per quanto riguarda il giudizio di fattibilità, l'attività del medesimo è mancata sia di «critica» che di «prospettiva» posto che si è risolta in una attestazione apodittica e tautologica del piano senza nessun vaglio degli elementi che lo compongono.

Secondo il tribunale la relazione redatta dal professionista è da considerarsi assolutamente inidonea allo scopo per cui è prevista e ciò è dipeso da inadempienze dello stesso attentatore che hanno svuotato il simulacro del suo prodotto. Ne consegue che nessun compenso gli può essere riconosciuto in quanto la sua prestazione manca di tutti i requisiti di legge ma, anzi, dovrà essere indagata la sua responsabilità (contrattuale verso il cliente ed extracontrattuale verso i creditori) ai fini di un eventuale risarcimento.

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