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Canoni Leasing, deduzioni sui beni

del 05/04/2012
di: Duilio Liburdi
Canoni Leasing, deduzioni sui beni
Canoni di leasing con deduzione legata al periodo di ammortamento dei beni e non più alla durata del contratto: unica limitazione è quella relativa agli immobili. Se il calcolo del periodo di due terzi rispetto all'ammortamento produce un risultato inferiore ad undici anni, la deduzione sarà effettuata almeno per undici periodi di imposta. Le nuove disposizioni operano con riferimento ai contratti stipulati a far data dalla legge di conversione del decreto n. 16. È questo il contenuto di un emendamento al decreto sulle semplificazioni fiscali che interviene, in modo rilevante, sulla disciplina fiscale della deducibilità dei canoni di locazione finanziaria mediante una modifica degli articoli 54 e 102 del Testo unico delle imposte sui redditi.

La disciplina tributaria dei contratti di locazione finanziaria, con particolare riferimento alle disposizioni in materia di deducibilità dei canoni, è stata negli ultimi anni interessata da rilevanti modifiche normative l'ultima delle quali è quella contenuta nell'emendamento al decreto legge in corso di approvazione e contenente delle misure di semplificazione fiscale.

Le nuove regole. La relazione di accompagnamento all'emendamento è molto chiara nel porre in evidenza che le disposizioni modificative alla disciplina del leasing sia per quanto riguarda il reddito di lavoro autonomo che i reddito di impresa, intendono superare le previsioni attuali che sono legate, come noto, alla durata del contratto di leasing.

Come noto, infatti, l'attuale formulazione dell'articolo 102, comma 7, del Tuir, vincola la deduzione del canone di locazione finanziaria in capo all'utilizzatore ad una certa durata del contratto che non deve essere inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento del bene come identificato sulla base delle tabelle ministeriali del 31 dicembre 1988 con una contemporanea previsione in merito alla durata minima riferita agli immobili.

Quindi, la logica dell'emendamento al decreto legge è quella di vincolare la possibilità di dedurre i canoni di leasing pagati non più alla durata minima contrattuale ma al periodo di ammortamento fiscale. Quindi, in modo indipendente rispetto alla durata del contratto : in relazione alle previsioni contenute nell'articolo 102, comma 7, del Tuir, la deduzione dei canoni di leasing è ammessa per un periodo non inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento fiscale dei beni in questione con la previsione, comunque, per gli immobili, di una durata minima di undici anni ed una durata massima di 18 anni; nella determinazione del reddito di lavoro autonomo e dunque con l'intervento sulle disposizioni di cui all'articolo 54 del Tuir, la deduzione dei canoni di leasing è ammessa per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento ammesso ai fini fiscali con la previsione, comunque, di una durata minima di 8 anni e massima di 15 anni.

Le finalità della disposizione. Sempre la relazione di accompagnamento all'emendamento, afferma come la modifica in questione ha la finalità di favorire la stipula di contratti di locazione finanziaria in ragione del fatto che le società del settore usufruiranno di un lasso temporale inferiore in merito alla gestione dei mezzi finanziari mentre, nel contempo, per le società utilizzatrici nulla dovrebbe modificarsi in ragione del riferimento al periodo di ammortamento indipendente dalla durata contrattuale. Infine, per quanto concerne l'entrata in vigore delle nuove disposizioni, si fa riferimento ai contratti stipulati a decorrere dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto e, dunque, in relazione ai contratti stipulati in precedenza nulla muta. Viene mantenuto nel testo della norma il riferimento alla necessità che la quota parte di interessi impliciti compresa nel canone venga assoggettata alla disciplina di cui all'articolo 96 del Testo unico delle imposte sui redditi e dunque alla verifica, ai fini della deducibilità, del meccanismo del risultato operativo lordo nella misura del 30 per cento del relativo ammontare.

Naturalmente, questo nuovo intervento sulla fiscalità dei contratti di locazione finanziaria pone di nuovo al centro dell'attenzione anche il problema del riassetto delle aliquote di ammortamento dei beni strumentali delle imprese ancorati, come accennato, ai coefficienti contenuti nel decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 estremamente datato in termini di individuazione dei coefficienti ritenuti congrui in relazione al settore di attività dell'impresa utilizzatrice. Un intervento complessivo sul tema della rilevanza e dell'incidenza dei costi dei beni nella determinazione del reddito di impresa in termini di valorizzazione di corrette e più adeguate aliquote di ammortamento sarebbe dunque auspicabile, anche in considerazione del ciclo produttivo che, obiettivamente, non è paragonabile a quello esistente più di venti anni fa. Intanto, e con efficacia sostanzialmente immediata, il legislatore ha comunque scelto di intervenire sull'aspetto legato alle locazioni finanziarie

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