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Il fisco cerca delazioni firmate

del 04/04/2012
di: di Cristina Bartelli
Il fisco cerca delazioni firmate
Denunce firmate su tutte le violazioni tributarie. Scompare la specifica lista per i controlli su chi non emette gli scontrini fiscali, ma si ridisegna il pozzo da cui Agenzia delle entrate e Guardia di finanza potranno attingere nella pianificazione degli accertamenti. L'amministrazione finanziaria terrà conto infatti «anche delle segnalazioni non anonime di violazioni tributarie, incluse quelel relative all'obbligo di emissione della ricegvuta o dello scontrino fiscale ovvero del documento certificativo dei corrispettivi». Non fare lo scontrino dunque non è la sola soffiata che il contribuente super zelante potrà fare, con suo nome e cognome, al fisco, ma potrà spaziare dall'abuso di diritto al redditometro. E questo quanto si desume dall'emendamento votato dalle commissioni bilancio e finanze del senato riunite che hanno dato ieri il via libera al decreto fiscale che, sempre ieri, è approdato in aula. Sono già circa 650 gli emendamenti al decreto fiscale presentati in aula. L'assemblea di Palazzo Madama procedera' all'esame dei testi oggi ma visti i tempi ristretti il governo potrebbe porre la questione di fiducia, gia' autorizzata dal consiglio dei ministri. Il via libera al dl potrebbe arrivare nella giornata di oggi.

Soffiate firmate sulle violazioni tributarie. Non si comporrà una lista selettivaa da sottoporre al controllo per quanto riguarda gli esercenti che non emettono gli scontrini fiscali o le ricevute. Il comma 8 dell'articolo 8 del dl fiscale è stato modificato da un emendamento delle commissioni riunite. La pianificazione degli accertamenti, infatti, sarà influenzata anche dalle segnalazioni non anonime di violazioni tributarie allargando dunque il campo a tutti i comportamenti fiscali non friendly e non limitando le segnalazioni non anonime alla sola mancata emissione degli scontrini. Dunque il contribuente puo' partecipare alla lotta all'evasione generale mettendoci la faccia e segnalando le malversazioni fiscali. In questo mare magnum segnalabile sono ricomprese, e quindi non sono eliminate o accantonate, anche le informazioni relative all'obbligo di emissione della ricevuta o dello scontrino o dei documenti relative ai corrispettivi.

Imu, ricambia il calendario. Cambio in corsa per il calendario degli adempimenti dell'Imu da parte dello stato e dei comuni. Si pagherà l'acconto del 50% dell'imposta municipale con le aliquote base entro il 16 giugno (in realtà il 18 perché il 16 è sabato). Successivamente i comuni avranno tempo fino al 30 settembre per poter approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relative alle aliquote e alla detrazione del tributo. In questo caso i comuni saprebbero prima dello stato, infatti, il gettito incamerato con la prima tranche sull'Imu e potrebbero a bilanci chiusi al 30 giugno conoscere le esigenze di cassa. Lo stato invece avrà tempo fino al 10 dicembre per stabilire, con un decreto della presidenza del consiglio, sulla base del gettito della prima rata, per così dire a consuntivo, cosa e in che direzione ritoccare, se cioè i coefficienti di moltiplicazione o i valori delle aliquote base. Spetterà poi ai contribuenti correre contro il tempo per aggiornare i calcoli in vista del conguaglio e saldo di fine anno al 20 di dicembre. Stessa impostazione per quanto riguarda il pagamento dell'Imu agricola. Anzi la modifica, come ha spiegato a ItaliaOggi, il presidente della commissione finanze del Senato, Mario Baldassarri (Fli) è stata rivista proprio alla luce delle proiezioni di gettito dell'Imu agricola. «Dai dati della ragioneria ci attendiamo dei valori sull'Imu agricola ma poichè le procedure di accatastamento si completano a novembre si potrebbe prevedere un gettito maggiore».

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