Consulenza o Preventivo Gratuito

Finanziamenti pmi, caos e costi alti nella gestione

del 03/04/2012
di: di Roberto Lenzi
Finanziamenti pmi, caos e costi alti nella gestione
Procedure lente, troppa frammentazione delle risorse, degli enti coinvolti, costi di gestione troppo elevati, assenza di una valutazione preventiva delle necessità effettive che porta spesso ad errori nella gestione degli strumenti finanziari, sono queste le principali lacune che la Corte dei conti europea sottolinea nell'analizzare gli strumenti finanziari per le pmi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Lo fa attraverso la relazione Speciale n. 2 del 2012, disponibile sul sito internet dello stesso ente all'indirizzo http://eca.europa.eu. La relazione ha analizzato in particolare una serie di strumenti di ingegneria finanziaria realizzati in favore delle pmi nei vari stati membri europei, rilevando i principali difetti riscontrati. Fra le soluzioni proposte, la Corte dei conti invita gli stati membri a far convergere tutti gli strumenti finanziari per pmi cofinanziati dal Fesr in un unico programma operativo per ciascuno stato. Inoltre, alla commissione europea viene richiesto di fornire agli stati membri degli strumenti già consolidati.

Costi di gestione troppo elevati. Nell'analisi dei vari strumenti di ingegneria finanziaria, la relazione rileva gli eccessivi costi di gestione dei fondi, a danno delle pmi. A questo, si abbina anche una scarsa trasparenza degli enti gestori su questo aspetto, cosa che rende difficile risalire ai reali costi di gestione. La relazione auspica quindi, per il futuro, una maggior trasparenza e una maggior attenzione sui costi applicati alle pmi beneficiarie.

Strumenti troppo frammentati generano ritardi. La relazione mette sotto accusa il sistema troppo frammentato. Secondo la Corte dei conti è infatti presente un sistema diffuso di delega per l'attuazione di strumenti finanziari cofinanziati a un largo numero di autorità pubbliche. Questo porta a frammentare l'importo di finanziamento del Fesr per un ampio numero di regioni Ue, pregiudicando la possibilità di raggiungere la massa critica dei fondi. Secondo la relazione sarebbe opportuno che l'intero importo a favore di uno stato membro fosse, almeno teoricamente, messo a disposizione di tutte le pmi all'interno di un unico quadro di intervento.

Scelte sbagliate se manca una valutazione del deficit di finanziamento. La Corte dei conti ritiene indispensabile che gli enti gestori dei fondi di ingegneria finanziaria effettuino una preventiva valutazione del deficit di finanziamento in modo da calibrare con più precisione gli strumenti. La relazione cita come esempio negativo il caso della Sardegna che, a detta della Corte dei conti, aveva dotato il proprio fondo di ingegneria finanziaria di risorse sproporzionate rispetto alle reali esigenze delle imprese, bloccando di fatto l'utilizzo di un'ingente quantità di risorse. La relazione riporta i numeri secondo cui, a metà 2011, solo 1,5 milioni di euro della dotazione totale di 233 milioni di euro risultavano impegnati a titolo di garanzia dal fondo sardo. Una semplice valutazione preventiva del deficit di finanziamento avrebbe potuto evitare questo errore nell'allocazione dei fondi.

vota