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I professionisti al top dei redditi

del 31/03/2012
di: di Valerio Stroppa
I professionisti al top dei redditi
Professionisti e lavoratori autonomi dichiarano più del doppio degli imprenditori. Che sono anche più poveri degli operai delle proprie aziende. Almeno agli occhi del fisco (si veda tabella in pagina). Su un totale di 41 milioni e mezzo di contribuenti, circa un terzo (14 milioni) non arriva a 10 mila euro, mentre il 49% non supera i 15 mila. Solo l'1% dei contribuenti incamera redditi superiori ai 100 mila euro. Tanto che il contributo di solidarietà del 3% per i redditi over-300 mila euro introdotto dal dl n. 138/2011 colpirà nel primo anno di applicazione solo 30.590 soggetti in tutta Italia. Lo rende noto il dipartimento delle finanze, che ieri ha pubblicato l'elaborazione statistica delle dichiarazioni dei redditi presentate dalle persone fisiche nel 2011 (anno d'imposta 2010). La platea di chi compila i modelli Unico-PF e 730 è aumentata di 24 mila unità rispetto al 2009, in particolare per quanto riguarda i lavoratori dipendenti (+56 mila soggetti, contro il -273 mila del 2009). Nel complesso, la ricchezza dichiarata per l'anno 2010 ammonta in totale a 792 miliardi di euro. Vale a dire un reddito pro capite di 19.250 euro. Tuttavia, come detto, circa la metà dei soggetti si posiziona al di sotto dei 15 mila euro (49%), il 30% dichiara tra 15 e 26 mila euro, il 20% tra i 26 e i 100 mila euro e solo l'1% denuncia un reddito lordo a sei cifre. Una distribuzione, evidenzia il Df, che risulta in linea con l'anno precedente. Anzi, dal confronto con l'anno d'imposta 2009 emerge un lieve miglioramento delle cifre per tutte le categorie (imprenditori +3,8%, autonomi +3,6%, pensionati +2,6%) a eccezione dei lavoratori dipendenti (+0,1%). Spostando la disamina dall'imponibile all'imposta, si evince come l'Irpef netta pagata in media da ciascun contribuente nel 2010 è stata pari a 4.840 euro (+2,5% sul 2009). L'Irpef complessiva, pari a 149,4 miliardi di euro, è cresciuta del 2% rispetto al 2009. Sulla particolarità dei dipendenti che guadagnano meno degli imprenditori, la Cgia Mestre rileva però come nel conteggio dei dipendenti siano inserite anche alte professionalità del pubblico e del privato, mentre se si tiene conto tra l'altro della disparità di reddito Nord-Sud e che il 70% degli artigiani e commercianti lavora da solo, «non è assolutamente uno scandalo, vista la crisi in atto, che un imprenditore dichiari mediamente a livello nazionale poco più di 18.000 euro l'anno».

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