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L'immobile al socio con l'Iva

del 31/03/2012
di: di Franco Ricca
L'immobile al socio con l'Iva
La semplice messa a disposizione di un socio, per il suo uso privato, di una porzione dell'immobile che la società ha imputato alla propria attività economica e per il cui acquisto ha fruito della detrazione dell'Iva, è assimilata ad una prestazione di servizi imponibile e non può essere considerata una locazione esente dall'imposta. È quanto emerge dalla sentenza della corte di giustizia Ue del 29 marzo 2012, causa C-436/10, che ha ritenuto estensibili anche alle società i principi affermati nella precedente sentenza 8 maggio 2003, C-269/00, pur demandando ai giudici nazionali di stabilire se nella fattispecie sussista rapporto di locazione immobiliare.

Il caso all'origine del procedimento è accaduto in Belgio, dove una società di consulenza, dopo avere acquisito il diritto di usufrutto ventennale su un fabbricato nel quale aveva la propria sede, detraendo l'Iva addebitatale dal fornitore, ne aveva destinato una parte all'uso privato dell'amministratore delegato, senza alcun corrispettivo. L'amministrazione aveva pertanto contestato alla società la detrazione, per la parte dell'imposta imputabile alla porzione di fabbricato utilizzata a fini personali dall'amministratore, assumendo che l'uso privato dell'immobile costituisse un'operazione esente, in quanto qualificabile come locazione di immobili. Nel proprio ricorso contro l'accertamento, la società aveva invece sostenuto che dovesse trovare applicazione, nel caso di specie, la citata sentenza dell'8 maggio 2003, con la quale la corte di giustizia ha statuito che l'uso privato, da parte dell'imprenditore, dell'immobile della propria impresa, non è qualificabile come locazione immobiliare esente dall'Iva, ma come prestazione di servizi imponibile. I giudici nazionali decidevano di sospendere la causa per chiedere alla corte se le disposizioni della direttiva Iva dovessero interpretarsi nel senso che vietano una disposizione nazionale che qualifichi esente dall'Iva, in quanto locazione immobiliare, l'uso privato da parte del dirigente di una porzione di un edificio costruito o posseduto in virtù di un diritto reale immobiliare dalla società, qualora tale bene d'investimento consenta il diritto alla detrazione dell'imposta a monte.

Nella sua sentenza, la corte ricorda di avere dichiarato, nella precedente pronuncia, che l'uso per fini privati del soggetto passivo di una parte di un edificio destinato interamente alla sua impresa non è qualificabile come locazione immobiliare esente. Vero è che tale pronuncia si riferiva ad un soggetto passivo persona fisica; tuttavia, non si è ragione di affermare che lo stesso principio non valga quando il soggetto passivo sia una persona giuridica. Intanto perché le disposizioni pertinenti assimilano ad una prestazione imponibile non solo l'uso di un bene dell'impresa per fini privati del soggetto passivo, ma anche la destinazione di tale bene all'uso privato del suo personale, ipotesi nella quale non vi è identità soggettiva tra le persone coinvolte. La disposizione, inoltre, si riferisce al «soggetto passivo», senza distinguere tra le persone fisiche e le persone giuridiche, conformemente, del resto, alla definizione delle operazioni imponibili, che sono quelle effettuate da un operatore economico, quale che sia la forma giuridica del medesimo. Inoltre, l'impossibilità di qualificare l'uso privato come locazione, affermata dalla precedente pronuncia, non si basava sulla circostanza dell'identità tra la persona fisica del soggetto passivo e quella dell'utilizzatore, bensì sull'accertata inesistenza del pagamento di locazione e di un accordo sulla durata del diritto.

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