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Per le rinnovabili 11,5 mld l'anno

del 30/03/2012
di: di Andrea Mascolini
Per le rinnovabili 11,5 mld l'anno
Il 30 giugno sarà aperta l'iscrizione nei registri Gse per accedere agli incentivi per le fonti di energia rinnovabili; l'incentivazione sarà prioritariamente assegnata al settore termico e a quello dell'efficienza energetica; l'obiettivo è arrivare al 17% di energie rinnovabili entro il 2020; il costo degli incentivi sarà di 11,5 miliardi l'anno; prevista la conversione dei certificati verdi in incentivi e il ritiro dei certificati verdi per le produzioni fino al 2015. È quanto prevede la bozza di decreto del ministero dello sviluppo economico sugli incentivi per le fonti rinnovabili (escluso il fotovoltaico), composta di 26 articoli e 6 allegati, sulla quale si dovranno esprimere, oltre al dicastero per le politiche agricole, anche l'Authority per l'energia e la Conferenza unificata. Il provvedimento si pone l'obiettivo di portare le energie rinnovabili ad almeno il 17% del consumo complessivo di energia entro il 2020 (nel 2010 l'Italia ha superato il 10% del consumo complessivo di energia da fonti rinnovabili). Venendo al campo specifico dell'incentivazione delle fonti rinnovabili le considerazioni che sono alla base dell'adozione del decreto poggiano su un giudizio non positivo relativo agli incentivi corrisposti negli ultimi anni (che hanno privilegiato l'energia rinnovabile elettrica, soprattutto solare, e non i settori calore e trasporti, o ancora l'efficienza energetica) e ciò soprattutto in termini di costi, raffrontati agli altri paesi europei, e ai ritorni garantiti agli investitori. Viene quindi ribaltata la gerarchia d'uso delle risorse economiche disponibili dirottando gli incentivi soprattutto sul settore termico e su quello dell'efficienza energetica. Il provvedimento dà quindi priorità alle tecnologie più vantaggiose in termini di minor costo unitario (/MWh, /Ton CO2 evitata); di maggiori ricadute sulla filiera economica italiana (ad esempio, per la percentuale del costo totale generato in Italia) e infine di minor impatto ambientale complessivo. L'obiettivo che il governo ha in mente di raggiungere entro il 2020 come quota di energia elettrica da fonte rinnovabile viene fissato a 140 TWh. Con questo obiettivo da raggiungere gli effetti sulla bolletta nazionale, al 2020, sono stimati in circa 11,5 miliardi l'anno (rispetto agli attuali 9). Il provvedimento prevede quindi che il costo complessivo di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile, con esclusione di quelli fotovoltaici, non possa superare i 5,5 miliardi di euro annui. Per tenere sotto controllo la dinamica di spesa sarà l'Authority per l'energia elettrica a pubblicare ogni mese il costo indicativo cumulato degli incentivi alle fonti rinnovabili compresi quelli per la fonte solare. La prima apertura dei registri, tenuti dal Gse, riferiti ai contingenti di potenza disponibile per il 2013, è prevista al 30 giugno 2012; per i periodi successivi l'apertura dei registri è indetta entro il 31 marzo di ogni anno. Il Gse si occuperà quindi di istruire le domande (da predisporre in base all'allegato 3 del decreto), previo versamento di un contributo per le spese di istruttoria di 150 euro (quota fissa), più una quota variabile che potrà arrivare fino a 2.200 euro, e a formare una graduatoria degli impianti iscritti nei registri e ammessi a incentivazione. Sarà sempre il Gse a gestire le aste (al ribasso) per la definizione dei livelli di incentivazione della produzione di energia, nei limiti dei contingenti annui di nuova capacità produttiva (saranno messe all'asta anche le rimanenze dell'anno precedente); alle aste non saranno ammessi gli impianti alimentati da rifiuti solidi urbani a valle della raccolta differenziata. La prima asta si terrà il 30 giugno 2012 e il bando sarà pubblicato un mese prima. È previsto che la tariffa incentivante minima comunque riconosciuta sia corrispondente ad una riduzione percentuale del 30% della tariffa incentivante posta a base d'asta. Il decreto prevede anche alcuni meccanismi per assicurare la transizione dal precedente sistema al nuovo, attraverso la conversione, secondo parametri alquanto complessi, dei certificati verdi in incentivi; previsto anche il ritiro dei certificati verdi rilasciati per le produzioni degli anni fino al 2015. Per il passaggio da certificati verdi a tariffa dopo il 2015 si conferma il livello di incentivo fisso stabilito dal decreto legislativo n. 28 del 2011, pari al 78% del prezzo di riferimento dei certificati verdi. La cosiddetta potenza soglia è fissata in 5000 kW per tutte le tipologie di fonte rinnovabile.

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