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L'accordo fiscale piace ai Lander

del 30/03/2012
di: di Tancredi Sequi
L'accordo fiscale piace ai Lander
Il nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Germania convince i ministri dei lander tedeschi. Finora divisi sulle condizioni economiche prospettate da Berna, i rappresentanti locali hanno dato il via libera alle modifiche apportate dalla Svizzera agli accordi con Berlino (alla luce delle variazioni messe a punto la scorsa settimana anche dal Regno Unito), che dovrebbero innalzare al 29% l'aliquota massima sui capitali depositati nei caveau delle banche svizzere da parte dei cittadini della Germania (rispetto al 26% concordato inizialmente). Mentre l'imposta liberatoria sui fondi neri depositati fino a oggi in Svizzera sembrerebbe destinata a salire fino al 41% a dispetto del 34% inserito nel primo accordo sottoscritto tra i due paesi ma non ancora ratificato dal parlamento tedesco. I tempi, intanto, sembrano stringere. La Confederazione elvetica attende infatti una risposta rapida da Berlino dal momento che il testo dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2013. Non accennano intanto a placarsi le polemiche delle ali oltranziste del paese sulla necessità di scendere a patti con gli evasori. Per il fronte del no all'accordo con Berna, non esiste alcuna aliquota né alcun modo per spiegare ai contribuenti onesti i termini di un'intesa che di fatto sancisce il segreto bancario a favore di coloro che hanno evaso le tasse negli anni passati. Una visione condivisa dal ministro delle finanze del Nord Reno-Westfalia, Norbert Walter-Borjans, che non ha fatto segreto del proprio disappunto per l'accordo raggiunto in seno ai lander.

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