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Cessione oro con aliquota unica

del 30/03/2012
di: di Fabrizio Vedana
Cessione oro con aliquota unica
Aliquota unica per le plusvalenze derivanti dalla cessione di oro e per i redditi imputati al beneficiario di un trust. Affrancamento di titoli e partecipazioni più semplice con l'intervento della fiduciaria nel ruolo di perito/estimatore.

Sono alcune delle ulteriori novità contenute nella circolare 11/E con la quale l'Agenzia delle entrate ha dettato regole in materia di unificazione dell'aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria in attuazione di quanto previsto dall'articolo 2, commi da 6 a 34, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138.

Come anticipato ieri da ItaliaOggi le istruzioni dell'amministrazione finanziaria intervengono in un contesto normativo indirizzato all'accorpamento delle aliquote delle ritenute alla fonte e delle imposte sostitutive sui redditi di capitale intorno alle due misure del 12,50 e del 27%, a seconda che gli strumenti utilizzati rispondano o meno a finalità agevolative, nonché sull'applicazione dell'imposta sostitutiva del 12,50% sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate e sugli altri redditi diversi di natura finanziaria.

In ragione di quanto indicato la nuova aliquota del 20% si applica, quindi, a interessi, premi e altri redditi di capitale, divenuti esigibili, nonché ai redditi diversi di natura finanziaria realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Al riguardo si prevede che anche le plusvalenze realizzate mediante cessione di metalli preziosi (si pensi principalmente all'oro ma anche all'argento e al platino), allo stato grezzo o monetato, siano assoggettate ad una tassazione del 20% a titolo di imposta sostitutiva.

Chiarito anche il regime fiscale da applicare agli eventuali redditi imputati al beneficiario di un trust, anche se non residente: andranno inclusi tra i redditi di capitale e sottoposti ad imposizione tramite ritenuta o imposta sostitutiva se erogati da un sostituto d'imposta o da un intermediario. Ciò significa, alla luce anche del fatto che spesso il ruolo di trustee è assegnato ad una fiduciaria italiana, che sarà meno complesso gestire la fiscalità in uscita di un trust.

Costituiscono eccezione al suddetto regime i proventi dei titoli pubblici ,che continuano a scontare l'aliquota del 12,5%, sia per i redditi di capitale (interessi e scarti di emissione), sia per i redditi diversi di natura finanziaria (capital gains), a patto che si tratti dei titoli indicati nell'articolo 31 del dpr n. 601 del 1973, tra i quali, per esempio, i titoli del debito pubblico e i buoni postali. Beneficiano della stessa agevolazione i titoli emessi da enti sovrannazionali o internazionali riconosciuti in Italia e i titoli di natura obbligazionaria, a prescindere dalla loro scadenza, emessi da stati esteri presenti nella white list.

È, inoltre, confermato il regime di favore per i titoli di risparmio dell'economia meridionale (i cosiddetti Tremonti bond), per i quali l'aliquota di tassazione degli interessi, dei premi e degli altri frutti resta al 5%.

La circolare precisa inoltre che, onde evitare per i redditi diversi che l'aumento dell'aliquota incida su quanto maturato antecedentemente al 1° gennaio 2012, è stata prevista la possibilità di affrancare il valore di acquisto dei titoli, delle quote e delle altre attività finanziarie possedute alla data del 31 dicembre 2011 al di fuori dell'esercizio di un'impresa commerciale, mediante il versamento dell'imposta sostitutiva del 12,5%.

Per poter usufruire di questa possibilità, il contribuente deve esercitare un'opzione che deve essere resa entro il 31 marzo 2012 per i contribuenti in regime del risparmio amministrato, mentre l'opzione va esercitata in dichiarazione per i contribuenti che determinano il capital gain nella dichiarazione dei redditi.

Nel primo caso, le imposte dovranno essere versate dall'intermediario entro il 16 maggio 2012; nel secondo caso invece il pagamento sarà effettuato dagli stessi contribuenti entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi.

Al fine di rendere più agevole e veloce il calcolo dell'imposta da pagare per poter godere del regime di affrancamento, la circolare prevede che il valore dei titoli, dell'oro, dei crediti (si pensi al classico finanziamento soci) possa essere effettuato, oltre che da un professionista (commercialista, esperto contabile o revisore legale dei conti) anche da banche, sim e da società fiduciarie.

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