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Adesso l'Imu allenta la presa

del 30/03/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Adesso l'Imu allenta la presa
Esenzione da Imu per le costruzioni rurali collocate nelle zone montane con altitudine superiore a mille metri e abbattimento del 25% della base imponibile per i terreni condotti direttamente dagli imprenditori agricoli professionali (IAP). Lo prevedono gli emendamenti presentati ieri in commissione bilancio e finanze della Camera al dl fiscale (16/2012) dai relatori Antonio Azzollini e Mario Baldassarri con il placet del governo. Il voto è previsto per lunedì, il giorno dopo l'approdo in aula.

Immobili rurali. Come si evince dalle relazioni allegate agli emendamenti, si prevede l'esenzione totale dal tributo per i fabbricati rurali strumentali, di cui al comma 3-bis, dell'art. 9, d.l. n. 557/1993, se collocati in zone montane con altitudine superiore a 1.000 metri. Con riferimento ai terreni, viene reintrodotto l'abbattimento della base imponibile, come previsto dalle disposizioni contenute nell'articolo 9 del d.lgs. n. 504/1992; la detrazione spetta esclusivamente per i terreni condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP), di cui all'art. 1, d.lgs. n. 99/2004, ancorché nella relazione tecnica si parli di un abbattimento del 25% della base imponibile, il nuovo comma 8-bis, dell'art. 13, d.l. 201/2011 dispone l'applicazione dell'Imu sull'ammontare eccedente i 6 mila euro, inserendo le riduzioni graduali dal 70% al 25% per scaglioni di valore eccedente.

Inoltre, la base imponibile dei terreni che, è bene ricordarlo, deve essere determinata con la moltiplicazione del reddito dominicale per i coefficienti 110 e 130, rispettivamente per quelli di proprietà dei coltivatori diretti e Iap e dei soggetti diversi da questi ultimi, in tale ultimo caso soffrirà un ulteriore aumento, giacché il coefficiente passerà da 130 a 135. Infine, sul tema degli strumentali agricoli e limitatamente all'anno 2012, il versamento dell'Imu sarà eseguito nella misura del 2 per mille, ma in una unica soluzione entro il 16 dicembre, in luogo delle due rate previste a giugno e dicembre. In effetti, la disposizione inerente ai versamenti dell'Imu, dovuta sui fabbricati rurali strumentali, prevede il versamento dell'imposta in due rate, rispettivamente pari al 30% in acconto (giugno) e al 70% a saldo (dicembre), in luogo di due versamenti di pari entità.

Gli altri immobili. Le proposte emendative prevedono, inoltre, una riduzione del 50% della base imponibile ai fini dell'imposta municipale per i fabbricati inagibili o storici, nonché l'abrogazione del comma 2, dell'art. 11, legge 413/1991 in tema di tassazione agevolata per gli storici.

Infatti, come si evince dalla relazione, la normativa attuale dispone, per gli immobili di interesse storico o artistico, che il reddito imponibile sia determinato utilizzando la minore delle tariffe d'estimo riferibili alla zona censuaria nella quale risulta collocata la costruzione. Inoltre, è stata prevista la rinuncia della quota di Imu determinata sugli immobili di proprietà dei comuni da destinare all'erario, replicando quanto già prescritto nel comma 1, dell'art. 7, d.lgs. n. 504/1992 che prevedeva la totale esenzione.

Gli ulteriori interventi. Con uno specifico emendamento, si prevede che, in deroga alle disposizioni riguardanti i bilanci di previsione e le disposizioni inerenti alle delibere di approvazione dei tributi locali, i comuni potranno approvare e/o modificare il regolamento e la delibera riferibile alle aliquote e alle detrazioni dell'Imu entro il 30 settembre 2012 (come anticipato da ItaliaOggi del 28/03/2012). Di conseguenza, la proposta prevede la possibilità di modificare le misure delle aliquote anche dopo il versamento degli acconti da eseguirsi, a regime, nel mese di giugno; tale disposizione permette all'ente locale di verificare l'entità degli incassi e apportare, entro la data di versamento del saldo (dicembre), gli opportuni e/o necessari correttivi. Infine, viene proposta una modifica che tende a razionalizzare la tassazione stante la presenza delle disposizioni contenute nel comma 1, dell'art. 8, d.lgs. n. 23/2011, in presenza di immobili esenti dal tributo locale; tale modifica prevede che gli immobili esenti da Imu debbano essere assoggettati all'Irpef e alle addizionali regionali e comunali, anche in vigenza dell'imposta municipale propria e non sperimentale che, appunto, dispone un assorbimento della tassazione diretta da parte del tributo locale per gli immobili non locati.

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