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Pensione Enasarco a quota 90

del 29/03/2012
di: La Redazione
Pensione Enasarco a quota 90
A gennaio è entrato in vigore il nuovo Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, concepito nell'ottica di un «patto generazionale» tra vecchi e nuovi iscritti che possa assicurare a tutti, anche in futuro, prestazioni adeguate, garantendo la sostenibilità a lungo termine della cassa.

Approfondiamo qui le modifiche relative ai requisiti per ottenere la pensione integrativa di vecchiaia Enasarco (art. 14). Essi rimarranno invariati sia per quanto riguarda l'anzianità contributiva minima, che resta di 20 anni, sia per quanto riguarda l'età pensionabile minima, che, per gli uomini, rimane a 65 anni. È prevista una progressiva elevazione del limite di età per le donne, che verrà gradualmente equiparato a quello degli uomini, secondo la tendenza ormai affermata anche nella previdenza pubblica. Le iscritte beneficeranno di un lungo periodo transitorio (9 anni) con l'innalzamento di un anno di età ogni due: nel 2012 l'età minima salirà a 61 anni, nel 2014 a 62 anni, e così via, fino a raggiungere i 65 anni dal 2020. Questa misura è finalizzata a dare piena applicazione al metodo di calcolo contributivo e si tradurrà in un vantaggio: infatti, restando in attività qualche anno in più, le agenti potranno aumentare il proprio montante individuale con positive ricadute sulla pensione, e inoltre al momento del pensionamento avranno diritto all'applicazione di un coefficiente di trasformazione più favorevole.

La principale novità della riforma è però l'introduzione della cosiddetta «Quota 90». Tale quota, a regime dal 2016 per gli uomini e dal 2020 per le donne, si raggiunge sommando i 65 anni dell'età anagrafica minima ai 20 anni dell'anzianità contributiva minima, più altri 5 anni di età o anzianità contributiva. In pratica, l'incremento non inciderà direttamente sull'età pensionabile né sull'anzianità contributiva, perché il sistema permette all'iscritto di «caricare» i cinque anni necessari al raggiungimento della quota tanto sull'una quanto sull'altra.

Ciò comporta anche dei vantaggi: se ad esempio si sono compiuti i 65 anni e si sceglie di proseguire nell'attività di agenzia, il trascorrere di un solo anno permette l'acquisto di due punti di composizione della quota. Se invece per il raggiungimento della quota si devono superare i 65 anni, al momento della pensione Enasarco applicherà un coefficiente di trasformazione più alto, con effetti positivi sull'ammontare della pensione (a differenza della previdenza pubblica, che invece «cristallizza» il coefficiente a 65 anni). Inoltre il meccanismo della quota, rispetto al semplice aumento dell'anzianità contributiva, assicura una migliore tutela a chi ha già superato i 65 anni di età ma non ha ancora raggiunto i 20 di contributi, perché permette di fare fruttare gli anni oltre il 65esimo.

Ovviamente è previsto un periodo transitorio (art. 15), che sarà di 5 anni per gli uomini e 9 per le donne. In più, per gli agenti che hanno già cessato la contribuzione, che hanno almeno 20 anni di contributi ma non hanno ancora raggiunto l'età pensionabile, ci sarà la possibilità di accedere a una forma del tutto particolare di contribuzione volontaria. Questa potrà essere richiesta entro tre anni dall'entrata in vigore del nuovo Regolamento (cioè entro il 31/12/2014), a prescindere dal numero di anni trascorsi dalla data di cessazione dell'attività. Se invece l'iscritto non intendesse avvalersi di questa possibilità, dovrà attendere il compimento del 70esimo anno di età, indispensabile per raggiungere la quota (70+20).

La riforma del Regolamento introduce poi una prestazione del tutto nuova (art. 16) in favore di coloro che si iscriveranno a partire dal 2012, finalizzata a valorizzare al meglio la contribuzione versata dagli agenti: si tratta di una rendita reversibile che sarà erogata a partire dal 2020, anno in cui tutta la riforma nel suo complesso sarà ormai entrata a regime. Tale rendita potrà essere ottenuta al compimento dei 65 anni di età con almeno 5 di contribuzione, e verrà ridotta del 2% per ciascun punto mancante al raggiungimento della «quota 90». In sostanza, chi si iscriverà dal 2012 e raggiungerà i 5 anni di anzianità contributiva, avrà due possibilità se decide di cessare l'attività: potrà aderire alla contribuzione volontaria o attendere il compimento del 65esimo anno d'età per richiedere la rendita contributiva, senza quindi dovere versare i contributi volontari.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti la Fondazione ricorda che il testo integrale del nuovo Regolamento è pubblicato nel sito www.enasarco.it

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