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Quali detrazioni per i figli

del 29/03/2012
di: Fabio Giordano
Quali detrazioni per i figli
Sull'Imu è stato scritto molto, in particolare sulla stampa specializzata, ma va detto che l'inquadramento logico-sistematico fornito dalla relazione della dott.ssa Stefania Cianfrocca, della Direzione Federalismo Fiscale del Dipartimento delle Finanze, in occasione del Convegno Assosoftware dello scorso 16 marzo, seppur non rivestendo alcun carattere di ufficialità, ha permesso agli analisti delle software house di comprendere più a fondo e di acquisire la giusta chiave interpretativa in riferimento ad alcuni delicati concetti contenuti nelle norme che disciplinano la nuova imposta. In questo modo si è reso possibile l'avvio dello sviluppo delle procedure software in uso ai commercialisti, ai Caf e alle Associazioni di categoria. Il tutto peraltro dovrebbe preludere a una presa di posizione ufficiale da parte del Dipartimento delle finanze tramite la pubblicazione di una circolare ministeriale, che si preannuncia «imponente» e ricca di informazioni. La novità più importante dell'Imu è naturalmente il ritorno alla tassazione dell'abitazione principale. Trattandosi di un rientro sicuramente poco gradito ai cittadini, il legislatore ha cercato di introdurre alcuni «ammortizzatori», prevedendo (peraltro solo per il 2012 e il 2013) una maggiorazione della detrazione per le famiglie con figli. A seguire proveremo a riproporre alcuni interessanti esempi sulla fruibilità della maggiorazione della detrazione per i figli relativamente all'abitazione principale che potrebbero trovare legittimazione nell'emananda circolare.

L'Imu per l'Abitazione principale. I requisiti per poter considerare un immobile quale abitazione principale:

- la soggettività passiva in capo a una persona fisica che possiede un immobile e le relative pertinenze a titolo di proprietà o altro diritto reale;

- la concreta destinazione da parte dello stesso soggetto dell'unità immobiliare ad abitazione principale, intendendosi per tale l'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare;

- l'iscrizione delle pertinenze, anche unitamente all'unità a uso abitativo, nella categoria catastale C/2, C/6, C/7 (una sola unità per ciascuna delle suddette categorie catastali, dunque fino ad un massimo di tre).

Detrazione ordinaria. Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione. Il comune può elevare dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta. In tal caso, però, al comune è preclusa la facoltà di stabilire un'aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.

Detrazione per i figli. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione ordinaria è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio:

- di età non superiore a 26 anni;

- che dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

L'importo complessivo della maggiorazione non può superare l'importo massimo di 400 euro (limite raggiungibile solo in presenza di 8 o più figli).

Il diritto alla maggiorazione spetta non oltre il mese di compimento del ventiseiesimo anno di età, per cui decade dallo stesso nel momento in cui si verifica detto evento.

L'importo della maggiorazione si calcola per i mesi in cui persiste il requisito che dà diritto alla maggiorazione stessa.

Per usufruire della maggiorazione della detrazione già per il mese di nascita, deve sussistere il requisito dell'esistenza in vita per almeno 15 giorni nel mese (dunque per i mesi con 31 giorni la nascita deve avvenire entro il giorno 17, per i mesi con 30 giorni la nascita deve avvenire entro il giorno 16, per il mese di febbraio non bisestile la nascita deve avvenire entro il giorno 14). Va infine precisato che per godere della maggiorazione non occorre che il figlio sia fiscalmente a carico (il reddito del figlio è irrilevante). Vediamo ora alcuni interessanti esempi forniti durante il Convegno.

Esempio 1. Proprietario al 50% dell'abitazione principale, convivente proprietaria al 50% della stessa unità immobiliare, nell'abitazione risiede anagraficamente e dimora abitualmente il figlio della convivente. La maggiorazione di 50 euro spetta solo alla madre proprietaria.

Esempio 2. Proprietario al 100% dell'abitazione principale, nell'abitazione risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente la convivente e due figli di cui uno solo è di entrambi i soggetti, mentre l'altro è della sola convivente.

La maggiorazione di 50 euro spetta al proprietario, limitatamente al figlio di entrambi.

Esempio 3. Proprietario al 50% dell'abitazione principale, convivente proprietaria al 50% della stessa unità immobiliare, nell'abitazione risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente anche due figli di cui, però, solo uno di entrambi i soggetti e l'altro della sola convivente.

Ad entrambi i comproprietari spetta la maggiorazione di euro 25 ciascuno per il figlio di entrambi, alla convivente spetta anche la maggiorazione di 50 euro per il proprio figlio.

Esempio 4. Proprietaria al 100% dell'abitazione principale, nell'abitazione risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente la figlia di 23 anni e la figlia di quest'ultima di 5 anni.

Alla proprietaria spetta la sola maggiorazione di 50 euro per la figlia di età inferiore ai 26 anni.

Esempio 5. Proprietaria al 75% dell'abitazione principale, nell'abitazione risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente la figlia di 23 anni proprietaria al 25% della stessa abitazione e la figlia di quest'ultima di 5 anni. Ad entrambe le proprietarie spetta la maggiorazione di 50 euro, ciascuna per la propria figlia.

Esempio 6. Proprietario al 100% dell'abitazione principale, nell'abitazione sono residenti anagraficamente e dimorano abitualmente la convivente e tre figli di cui, però, solo uno di entrambi, gli altri due – invece rispettivamente dei singoli soggetti. Il proprietario ha diritto a una maggiorazione di 100 euro, 50 euro per il figlio di entrambi e 50 euro per il proprio figlio.

Esempio 7. Proprietario al 75% dell'abitazione principale, nell'abitazione sono residenti anagraficamente e dimorano abitualmente la convivente proprietaria al 25% della stessa abitazione principale e tre figli di cui, però, solo uno di entrambi, mentre gli altri due sono figli rispettivamente dei singoli soggetti.

Ad entrambi i proprietari spetta una maggiorazione di 75 euro, 50 euro per ciascuno dei propri figli e 25 euro per il figlio di entrambi.

Conclusioni. Le procedure software sono in via di predisposizione, ma per il loro completamento rimane da sciogliere il nodo relativo alle modalità di determinazione dell'acconto del 16 giugno. È oramai consolidata opinione che sarà consentito versare l'acconto seguendo le «regole base», senza che sia dunque necessario adeguarsi alle delibere comunali (che peraltro possono essere pubblicate addirittura entro il 30 giugno, dunque ben oltre il termine di versamento dell'acconto), sanando con il saldo l'eventuale differenza.

Si auspica che tale operatività sia poi confermata in via normativa oppure interpretativa, e che vengano fornite le necessarie indicazioni nel caso in cui, per effetto del versamento di un acconto in eccesso, si generasse un saldo a credito.

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