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Inversione contabile senza ostacoli per il cessionario dei rottami

del 29/03/2012
di: di Roberto Rosati
Inversione contabile senza ostacoli per il cessionario dei rottami
Reverse charge Iva senza paletti, quando è previsto da disposizioni speciali quali quelle relative ai metalli preziosi, ai subappalti in edilizia, ai fabbricati strumentali per natura, ai telefoni cellulari, ai microprocessori, ai rottami e materiali di recupero: in tali casi, se il cessionario/committente è un soggetto passivo, egli è il debitore dell'imposta e sarà tenuto ad applicarla con il meccanismo dell'inversione contabile, anche se non è stabilito nel territorio dello stato. In quest'ultima eventualità, pertanto, il soggetto estero sarà tenuto ad identificarsi in Italia per adempiere agli obblighi d'imposta. È quanto emerge dalla risoluzione n. 28 del 28 marzo 2012, con la quale l'Agenzia delle entrate risponde ai dubbi che alcune associazioni di categoria avevano sollevato con specifico riferimento alle modalità di applicazione dell'Iva sulle cessioni di rottami poste in essere, nel territorio dello stato, fra rappresentanti fiscali di operatori stranieri.

I dubbi traevano origine dalla nuova disciplina generale introdotta dal 2010 con le modifiche apportate dal dlgs n. 18/2010 all'art. 17, secondo e terzo comma, del dpr 633/72, in base alla quale, per le operazioni territorialmente rilevanti in Italia effettuate da soggetti non residenti nei confronti di soggetti stabiliti nel territorio nazionale, il debitore d'imposta è individuato nel cessionario/committente; se destinatario delle operazioni è invece un soggetto passivo anch'esso stabilito fuori del territorio nazionale (oppure un privato consumatore), debitore dell'imposta è il cedente/prestatore, il quale sarà tenuto a identificarsi ai fini Iva.

Da questa disciplina discende, dunque, che quando l'operazione interviene fra due soggetti passivi entrambi non residenti, debitore dell'imposta è il fornitore. Ad avviso dell'Agenzia, tuttavia, la disciplina generale deve essere derogata tutte le volte in cui il debitore dell'imposta sia espressamente individuato, anche per le operazioni tra soggetti stabiliti in Italia, nel cessionario/committente, in considerazione delle finalità di contrasto delle frodi in alcuni settori particolarmente a rischio. È il caso, precisa la risoluzione, dell'inversione contabile prevista dai commi quinto, sesto e settimo dell'articolo 17 del dpr 633/72 per le operazioni riguardanti determinati prodotti o settori (oro da investimento, materiali d'oro e d'argento, subappalti edili, telefoni cellulari, microprocessori), nonché dai commi settimo e ottavo dell'art. 74 dello stesso dpr (rottami e materiali di recupero, semilavorati). È da osservare, invero, che anche nelle suddette ipotesi il debitore dell'imposta è identificato nel cessionario/committente «se soggetto passivo nel territorio dello stato». Nondimeno, l'Agenzia ritiene che, in armonia con le finalità di lotta alle frodi sottese alle disposizioni speciali prima menzionate, tali disposizioni debbano trovare applicazione nelle ipotesi in cui il debitore dell'imposta non sia già individuato, sulla base di altre norme, nel cessionario o committente.

Di conseguenza, nei casi previsti dai commi quinto, sesto e settimo dell'art. 17, nonché dai commi settimo e ottavo comma dell'art. 74, il debitore dell'imposta, secondo la risoluzione, è da individuarsi in ogni caso nel cessionario/committente, se soggetto passivo ai fini Iva, anche se non avente né sede né stabile organizzazione in Italia, indipendentemente dal fatto che il soggetto passivo cedente abbia o meno la sede o la stabile organizzazione in Italia e dal fatto che tale ultimo soggetto sia identificato ai fini Iva in Italia. In altri termini, in relazione alle operazioni particolari in esame, debitore dell'imposta è sempre il cessionario/committente (se operatore economico), anche se non stabilito in Italia e anche se il fornitore sia un soggetto stabilito.

Ne discende che, per assolvere gli obblighi d'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile, il cessionario/committente, qualora non abbia né la sede dell'attività né una stabile organizzazione in Italia, sarà tenuto a identificarsi ai fini Iva attraverso un rappresentante fiscale oppure, ove consentito, attraverso l'identificazione diretta di cui all'art. 35-ter.

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