Poste Pay. Le cose si fanno più complicate invece per le Poste. L'aliquota agevolata del 12,50% opera solo per i Buoni fruttiferi postali. Le Poste infatti si sono trasformate in una società per azioni con un attività di raccolta del risparmio molto simile a quella bancaria. Gli uffici postali dovranno applicare un'aliquota del 20% su tutto ciò che non è buono fruttifero. Aliquota ridotta chiaramente anche per i titoli di stato emessi da altri paesi sempre riconosciuti dal fisco in un'apposita «white list». I paradisi fiscali, per esempio, non rientrano nella lista dei favoriti.
Il monopolista che piace. La circolare chiarisce anche altri casi ambigui, come quello dei redditi derivanti dalle obbligazioni emesse dalle Ferrovie dello Stato. Il principio giuridico che vale in questo caso non è tanto la veste giuridica dell'emittente una Spa (non un ente pubblico) e quindi come tale trova applicazione il 20%. L'Agenzia invece fa valere le ultime parole dell'articolo 31 del dl 138, dove si fa riferimento al regime agevolato solo per gli enti pubblici che offrono servizi pubblici in condizioni di monopolio. Le Ferrovie non operano più in regime di monopolio e cosi anche Enel e Eni per cui l'aliquota che colpisce i redditi derivanti dai loro titoli è del 20%. Il principio sarà destinato però a valere anche su altri casi residuali. Per la verità le Ferrovie erano un'importante emittente di titoli in passato ora molto più contenuto, mentre protagonisti del mercato primario dell'emissioni sono sicuramente le compagnie energetiche Eni ed Enel.
Quando rileva il lato pubblico. Ma anche per le polizze assicurative e le rendite periodiche derivanti dalle forme di investimento previdenziale le cose si complicano. Ciò che rileva è come l'impresa assicuratrice o il fondo previdenziale investono. Si calcolerà un rapporto fra patrimonio investito in titoli che scontano il 12,50% e quello che paga il 20% e a quel punto il reddito derivante sconterà il peso fiscale con le stesse percentuali, in parte assoggettato al 12,50% e in parte al 20%. Il meccanismo è sicuramente complicato anche se il calcolo non sarà in carico al percettore del reddito ma assolto dall'intermediario che lo distribuisce.
Questione meridionale. Regime speciali infine per i titoli a sostegno dell'economia meridionale emessi dalle banche. I redditi sconteranno l'aliquota più bassa in assoluto il 5%, ma attenzione: ciò vale solo per gli interessi non per le plusvalenze.
Tempi stretti per il maturato 2011. Sempre a proposito di plusvalenze, al fine di evitare che l'aumento dell'aliquota incida su quanto maturato antecedentemente all'1 gennaio 2012, è stata prevista la possibilità di affrancare il costo o il valore di acquisto dei titoli, delle quote e delle altre attività finanziarie possedute alla data del 31 dicembre 2011 al di fuori dell'esercizio di un'impresa commerciale, mediante il versamento dell'imposta sostitutiva del 12,5%. Per poter usufruire di questa possibilità, il contribuente deve esercitare un'opzione che deve essere resa entro il 31 marzo 2012 per i contribuenti in regime del risparmio amministrato, mentre l'opzione va esercitata in dichiarazione per i contribuenti che determinano il capital gain nella dichiarazione dei redditi. Nel primo caso, le imposte vanno versate dall'intermediario entro il 16 maggio 2012; mentre nel caso l'opzione sia esercitata in dichiarazione il pagamento va effettuato dagli stessi contribuenti entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi.
Un'assenza che pesa. Fra le tante precisazioni, l'Agenzia trova lo spazio anche per evidenziare una mancanza. Il legislatore ha infatti assoggettato al 12,50% i piani di risparmio di lungo termine. Peccato, spiega l'Agenzia, che nel panorama finanziario italiano non esistano prodotti di questo tipo. Appare strano che non siano stati considerati in questa categoria i Pac (Piani di accumulo dei fondi di investimento). Sempre in tema di mancanze però, nella lista degli enti sopranazionali i cui titoli pagano il 12,50% l'amministrazione ha dimenticato i titoli del fondo salva stati Efsf, l'ultima moda in tema di impiego del risparmio sopranazionale. Ci sono invece le più popolari Bei e Bers.
