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Scontrini, sanzioni senza cumulo

del 28/03/2012
di: di Roberto Rosati
Scontrini, sanzioni senza cumulo
Ai fini del presupposto della sanzione accessoria della sospensione della licenza in caso di tre violazioni dell'obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale, qualora il contribuente svolga l'attività in più esercizi, occorre tenere conto delle infrazioni commesse nel medesimo luogo e non della somma delle infrazioni complessivamente commesse dal contribuente in tutti i luoghi di svolgimento dell'attività.

Il presupposto, pertanto, si realizza soltanto quando in un deste minato punto di vendita vengono commesse tre violazioni, nel qual caso si applicherà la sanzione della sospensione della licenza in quello specifico luogo. È quanto emerge dalla decisione n. 399 della Commissione tributaria centrale, sezione di Bologna, depositata il 27 febbraio 2012, che ha ribaltato i precedenti giudizi di primo e secondo grado, entrambi sfavorevoli al contribuente. L'intendente di finanza aveva irrogato al contribuente la sanzione della sospensione per tre giorni della licenza, con conseguente chiusura dei locali adibiti all'esercizio dell'attività, a seguito della constatazione di tre distinte violazioni dell'obbligo di emettere lo scontrino fiscale, commesse in giorni diversi nell'arco di un quinquennio, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 18/1983 (la sanzione è ora prevista dall'art. 12, comma 2, del dlgs n. 471/97 e scatta dopo la constatazione di quattro violazioni nel quinquennio).

L'interessato impugnava il provvedimento, eccependo di essere titolare di due licenze commerciali, in base alle quali svolgeva l'attività in altrettanti distinti locali, in nessuno dei quali si era verificato il presupposto della commissione di tre violazioni, in quanto due erano state compiute in un esercizio e una nell'altro. La tesi difensiva veniva rigettata in primo e secondo grado dai giudici tributari, i quali osservavano che la norma di legge non specifica che le violazioni debbano riferirsi allo stesso punto di vendita, sicché deve ritenersi che possano anche essere compiute in diversi esercizi facenti capo allo stesso titolare, unico trasgressore e destinatario della sanzione accessoria. I giudici di appello aggiungevano che la norma mira a sanzionare il contribuente, e non l'infrazione collegata allo specifico registratore di cassa. Diverso avviso ha però espresso la Commissione centrale, che sotto il profilo letterale ha fondato la propria interpretazione sul fatto che la norma commina la sospensione «della» licenza, collegando quindi il presupposto della pluralità di illeciti al medesimo luogo di esercizio dell'attività. Osserva inoltre la decisione che una diversa interpretazione, volta a considerare tutte le violazioni, non consentirebbe di individuare l'autorità amministrativa competente all'adozione del provvedimento, né il punto di vendita destinatario.

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