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Reati ad ampio spettro

del 28/03/2012
di: Christina Feriozzi e Luciano De Angelis
Reati ad ampio spettro
Controlli a 360° finalizzati al contrasto del riciclaggio dei capitali illeciti ed al finanziamento del terrorismo, sia considerando le operazioni ed i movimenti di capitale interni al paese che la circolazione transfrontaliera. Individuazione ad ampio spettro dei reati alla base del riciclaggio c.d. «reati presupposto». Le verifiche saranno svolte in connessione con gli accertamenti atti a smantellare l'evasione fiscale nonché ad appurare la responsabilità amministrativa degli enti. Professionisti che fungono da «braccio» ed al contempo da «bersaglio dei controlli». Sono alcune delle linee guida che emergono dal piano di azione della Gdf, sotto forma di manuale in quattro volumi, circolare n. 82607 del marzo 2012, contenente le istruzioni di servizio per lo svolgimento dell'attività a tutela del mercato dei capitali.

Quali i controlli concretamente predisposti. Da un punto di vista operativo ad ampio raggio si profilano i controlli predisposti nelle best practices che andranno presumibilmente ad incidere in maniera rilevante negli studi professionali. Per questi ultimi, infatti, si ricorda la «duplice veste» di controllati e controllori in quanto rientranti fra i destinatari degli adempimenti del dlgs.231/07. Sul tema, va ricordato che l'attività di verifica può, nei fatti, manifestarsi sotto forma di «ispezione» antiriciclaggio (esame della posizione del soggetto vigilato ai fini del rispetto degli obblighi antiriciclaggio), nonché di «controllo» antiriciclaggio (attività diretta al riscontro di uno o più atti di gestione), a cui può conseguire la contestazione di una o più violazioni amministrative previste dagli artt. 57 e 58 del citato decreto. In considerazione del fatto che la Gdf, mediante il Nucleo speciale di polizia valutaria e i Nuclei di polizia tributaria svolge principalmente i servizi di approfondimento investigativo delle segnalazioni di operazioni sospette, nonché le ispezioni antiriciclaggio ed antiterrorismo nei confronti degli intermediari finanziari, dei professionisti e degli altri operatori non finanziari, vengono dettagliate, nella circolare, una serie di attività a cui dare impulso che vanno dalla verifica del rispetto di adempimenti di carattere meramente formale, legati all'osservanza di presidi antiriciclaggio (ad esempio, la verifica dell'istituzione dell'archivio unico informatico/registro della clientela/altro archivio informatizzato, ovvero l'accertamento sulle modalità di tenuta del registro della clientela (art. 38, comma 3, dlgs n. 231/07) o ancora sulle modalità di tenuta dell'archivio unico informatico (art. 37, comma 2, dello stesso decreto), all'approfondimento di un numero limitato e mirato di transazioni/operazioni finanziarie, ovvero rapporti continuativi/prestazioni professionali instaurati dal soggetto destinatario con la clientela, con riferimento alla loro registrazione, al rispetto dell'adeguata verifica, all'eventuale obbligo di segnalazione di operazioni sospette.

Quali criteri da adottare. La circolare richiama l'attenzione dei Comandi territoriali sulla necessità di impiegare per i servizi sopra descritti, i militari più esperti in materia di indagini bancarie e finanziarie, già impegnati per compiti analoghi nei servizi di polizia tributaria e/o di polizia giudiziaria. Inoltre, il personale dovrà partecipare a specifici corsi di addestramento e di qualificazione, anche con modalità e-learning.

I criteri di suddivisione delle competenze per lo svolgimento delle attività investigative sono tendenzialmente gli stessi adottati ai fini dell'esecuzione dell'attività di verifica fiscale (divisione dei soggetti secondo criterio geografico e del volume d'affari/ricavi/compensi)

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