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Professionisti stanchi di essere attaccati. Ora le riforme vere

del 24/03/2012
di: La Redazione
Professionisti stanchi di essere attaccati. Ora le riforme vere
«I professionisti sono pronti al confronto purché sia specifico e tecnico. Ben vengano le liberalizzazioni, se però hanno la forza e il coraggio di agire in modo da avere un reale impatto sul paese: le professioni oggi sono un luogo di sofferenza per tanti giovani, e quindi un intervento di rilancio e di sviluppo è più che mai necessario». È l'opinione di Achille Coppola, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, espressa nel corso della tavola rotonda «I commercialisti sono già liberalizzati» del Congresso nazionale Unagraco.

«Sono trent'anni che si parla di riforma delle professioni, ma non si discute mai di misure fondamentali nell'esercizio dell'attività. Il comparto è coinvolto dall'emergenza lavoro diffusa nel paese», continua Coppola, «in quanto i giovani non assorbiti dal mercato dipendente provano ad accedere al mondo degli Albi. Di fronte a un disagio così profondo il governo non può non avere un progetto per le professioni».

Per William Santorelli, presidente Irdcec (Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili), «i commercialisti sono già abbondantemente liberalizzati. Il problema è la poca attenzione verso le professioni da parte del governo. Liberalizzare significherebbe devastare una professione che conta 113 mila lavoratori che svolgono attività importanti in ambito di funzioni d'imprese, attività giudiziarie e consulenza internazionale, oltre a mansioni quotidiane di assorbimento a dannose regole imposte dal fisco italiano». Quale l'indirizzo da seguire? «Avere studi associati o in forma societaria che diano disponibilità di professionisti con profili qualificati. È chiaro che diventa sempre più difficile svolgere la professione nei settori contabili e fiscali, anche perché ci si confronta con soggetti che non sempre fanno della professionalità il proprio punto di forza».

Giuseppe Pozzato, numero uno Anc (Associazione nazionale commercialisti), punta l'attenzione sul rapporto tra commercialisti e clienti. «Qualcosa, rispetto al passato, è cambiato. Oggi è molto più difficile costruire con le nostre controparti rapporti duraturi, e diventare per loro un punto di riferimento». Ma c'è anche un altro aspetto da prendere in considerazione, la crisi del Nordest, che «è passato dall'essere una forza che trainava tutta l'Italia a un elemento di debolezza. La prima causa è la pressione del sistema fiscale, talmente invasiva che diventa difficile provare a invertire la rotta».

«Il concetto di commercialisti già liberalizzati è assodato», evidenzia Andrea Foschi, presidente Odcec Bari. «Purtroppo per smuovere le acque nelle altre professioni si sono andati a toccare alcune cose che rischiano di pesare: l'iscrizione dei praticanti, innanzitutto, diversa rispetto a quanto prevede la normativa europea. Il compenso appiattito anziché diversificato, in un mondo dove si va verso la specializzazione, è da rivedere. Occorre un rapido adeguamento verso la normativa europea e una maggiore attenzione verso i giovani praticanti. La sensazione è che il governo abbia messo le mani su una categoria che forse ha fatto troppi passi avanti».

«Si eccede nelle generalizzazioni e si parla spesso di professioni come una casta, quando invece la situazione è opposta», ribadisce Massimo Miani, numero uno dell'Odcec di Venezia. «Credo che il risultato delle liberalizzazioni sarà modesto. Ma allo stesso tempo ritengo che comunque le professioni si debbano adeguare ai tempi attuali: penso alle incongruenze sulle tariffe, per esempio. Ma la categoria non è ferma, si muove e non deve perdere le opportunità di rinnovamento. D'altronde, non si può restare fermi a ottant'anni fa per ciò che concerne aspetti come la formazione».

L'evento è stato realizzato con il patrocinio dell'Odcec di Macerata e Camerino, la Cassa ragionieri e l'Università degli Studi di Macerata, in collaborazione con l'Associazione fra commercialisti «Luca Pacioli», la Prévira Assicurazioni, Ria & Partners spa.

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