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Costi non documentati uguale ricavi in nero

del 24/03/2012
di: di Debora Alberici
Costi non documentati uguale ricavi in nero
Le spese rintracciabili dal conto corrente bancario dell'azienda sono sempre imponibili se non documentate. Il fisco può infatti considerarle come ricavi in nero.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 4688 del 23 marzo, ha respinto il ricorso congiunto dei soci e della società contro un accertamento, rispettivamente Irpef e Iva, scattato in seguito a delle verifiche sul conto corrente bancario aziendale.

La Commissione tributaria provinciale e la Commissione tributaria regionale avevano convalidato l'atto impositivo. Contro la doppia conforme di merito gli imprenditore e l'azienda (con ricorso congiunto) hanno presentato gravame alla Suprema corte ma senza successo. Nell'atto depositato al Palazzaccio la difesa ha lamentato la contraddittorietà di entrambe le decisioni di merito su un punto decisivo del giudizio e cioè sul riconoscimento dei prelevamenti bancari quali costi di esercizio deducibili salvo poi sommarli ai ricavi.

Con una sentenza destinata alla massimazione ufficiale, la sezione tributaria ha segnato una stretta sugli accertamenti fiscali predisposti in seguito a verifiche presso l'istituto di credito.

Dunque, scrivono gli Ermellini senza mezze misure, «anche i costi relativi ad acquisti non documentati devono considerarsi ricavo operando la presunzione di operazioni non fatturate e, nel caso di specie, la società contribuente non è stata in grado di produrre fatture emesse o ricevute riconducibili alle operazioni bancarie indicate».

Questo risponde al principio generale per cui «le presunzioni fondate sulle movimentazioni bancarie legittimano l'Ufficio a considerare come ricavi i versamenti e i prelevamenti dei quali il contribuente non riesca a dare giustificazione: per poter accertare la natura di costi degli addebiti, in particolare, al fine della loro deducibilità, è necessario che il contribuente fornisca prova contraria alla rilevanza fiscale delle movimentazioni bancarie».

Ciò anche perché la presunzione legale relativa posta dal decreto del presidente della repubblica n. 600 del 1973, articolo 32 costituisce una eccezione al principio del libero apprezzamento delle prove da parte del giudice ed alla regola dell'onere della prova.

Insomma la ctp non può non convalidare l'accertamento alla luce di una presunzione forte come quella dei costi non documentati rinvenibili dai conti bancari.

Anche la Procura generale del Palazzaccio aveva chiesto al collegio di confermare la validità dell'atto impositivo.

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