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Fisco, la riforma salta un turno

del 24/03/2012
di: La Redazione
Fisco, la riforma salta un turno
La delega per la riforma del fisco salta un turno. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Economia e delle finanze, ha discusso ieri il disegno di legge delega della riforma fiscale, valutandone i contenuti e analizzandone i punti salienti. La riforma, spiega una nota, vuole correggere alcuni aspetti del sistema fiscale italiano per renderlo più equo e orientato alla crescita economica. Un primo punto importante è quello di dare maggior certezza al sistema tributario e, quindi, migliorare i rapporti con i contribuenti. A questo si aggiunge la volontà di proseguire nel contrasto all'evasione e all'elusione e al riordino dei fenomeni di erosione fiscale. Sul fronte dell'equità, invece, un contributo sarà assicurato dalla riforma del catasto dei fabbricati, mentre su quello della crescita emerge la tassazione ambientale (green tax). Ma per tutto ciò bisognerà attendere qualche giorno, probabilmente qualche settimana. In ragione dei numerosi punti all'ordine del giorno, e tra questi in particolare la riforma del mercato del lavoro e il prossimo viaggio in Asia del Presidente del Consiglio, infatti, il Consiglio dei Ministri ha ritenuto opportuno rinviare ad una seduta successiva l'approvazione del testo finale «al fine di ponderare e analizzare con maggiore attenzione i dettagli tecnici della riforma». Vediamo le altre novità di carattere economico-finanziario emerse dalla riunione di ieri.

Energia. Disco verde a un provvedimento che attua la nuova normativa comunitaria sull'etichettatura dei prodotti quanto ai consumi energetici, per assicurare una maggiore tutela dei consumatori nelle loro scelte e per favorire il risparmio energetico. In particolare, il 19 maggio 2010 il Parlamento europeo e del Consiglio hanno emanato la direttiva 2010/30/UE. La direttiva concerne l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura e le informazioni uniformi relative ai prodotti. La direttiva aggiornava la precedente normativa, del settembre 1992, sostituendosi integralmente ad essa. Lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri dà attuazione alla delega prevista dalla legge comunitaria 2010 e, in particolare, alla parte relativa al recepimento della direttiva europea n. 30 del maggio 2010. Le principali novità, spiega una nota di palazzo Chigi, riguardano: l'estensione dell'etichettatura energetica a tutti i prodotti connessi all'energia che hanno un impatto diretto o indiretto significativo sul consumo di energia. L'ulteriore risparmio di energia contribuirà così a conseguire l'obiettivo di ridurre del 20% il consumo energetico dell'Unione entro il 2020; la scelta informata del consumatore, attraverso l'etichettatura unica. Le informazioni accurate, pertinenti e comparabili sul consumo specifico di energia dei prodotti a questa connessi dovrebbe, infatti, orientare la scelta degli utilizzatori finali verso i prodotti che offrono (o indirettamente comportano) il minor consumo di energia.

Fesr & co. Ok allo schema di decreto che contiene alcune modifiche necessarie per adeguare la normativa italiana a quella comunitaria in tema di Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), Fondo sociale europeo (Fse) e Fondo di Coesione. Le modifiche introducono le seguenti novità:

1. Semplificazione delle modalità di dichiarazione delle spese, pensata per favorire il pieno utilizzo dei Fondi strutturali nel nostro Paese, anche a fronte della grave congiuntura internazionale;

2. Ammissibilità al finanziamento delle spese per una maggiore efficienza energetica e per l'utilizzo di energie rinnovabili con riferimento agli alloggi di edilizia residenziale pubblica;

3. Ammissibilità al finanziamento delle spese per gli interventi di politica attiva del lavoro, allo scopo di sostenere l'adattabilità e l'occupabilità dei lavoratori in esubero congiunturale o in condizione di perdita effettiva del lavoro.

Atti internazionali. Approvata la ratifica ed esecuzione di due Atti internazionali. I due schemi di disegni di legge si inseriscono nel percorso congiunto che l'Italia e la Germania, durante l'incontro del 13 marzo scorso, hanno concordato di seguire al fine di ratificare i testi adottati in sede di Unione europea, relativi all'unione monetaria europea.

1. Il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'unione economia e monetaria (Tscg). Vi si stabilisce tra l'altro la regola del pareggio di bilancio (con un margine massimo di scostamento consentito per il deficit strutturale pari allo 0,5% del Pil) che le parti contraenti dovranno recepire a livello costituzionale o equivalente e la competenza della Corte di Giustizia a monitorare il corretto recepimento della regola del pareggio di bilancio. Il Trattato entrerà in vigore il 1° gennaio 2013, a condizione che almeno 12 Stati membri della zona euro lo ratifichino.

2. Il Trattato che istituisce il «Meccanismo Europeo di Stabilità» (Mes) è stato sottoscritto dai diciassette paesi dell'eurozona il 2 febbraio 2012.

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