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Banche, tornano le commissioni

del 24/03/2012
di: di Cristina Bartelli
Banche, tornano le commissioni
Le banche rivedono le commissioni su crediti e fidi. E nasce un osservatorio sul credito. Sono queste le principali novità del decreto legge, correttivo sulle banche, approvato ieri dal consiglio dei ministri, per dare attuazione all'impegno preso in parlamento, con l'ordine del giorno votato, mercoledì scorso, come corollario all'approvazione della legge di conversione del decreto liberalizzazioni (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 71/12 con il numero 27). Nella nota il consiglio dei ministri motiva l'adozione della misura come conseguenza necessaria all'emersione in sede di conversione del dl liberalizzazioni di un punto controverso, «per il quale», scrivono da Palazzo Chigi, «si è ritenuto necessario intervenire con alcune misure correttive». Tetto alle commissioni dello 0,5 trimestrale. Le misure correttive in questione riguardano innanzitutto la norma che aveva dichiarato nulle tutte le clausole che prevedevano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, nonché del loro utilizzo, ciò anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento, ovvero oltre il limite del fido. Norma che aveva provocato un terremoto nell'Associazione bancaria italiana con le dimissioni, poi congelate, di tutto il comitato esecutivo, presidente in testa. Ora la modifica riporta l'applicazione sotto un ambito sanzionatorio. Le clausole sono ritenute nulle se violano il tetto fissato dal comitato Comitato interministeriale per il credito e il risparmio e cioè se sono applicate con un tasso superiore allo 0,50 trimestrale. La seconda novità è la creazione dell'osservatorio permanente sul credito.

Monitoraggio del credito. Si tratta sempre di un adempimento a un ordine del giorno parlamentare: si prevede l'introduzione di meccanismi di monitoraggio dell'accesso al credito, con particolare riguardo alle pmi. «La misura», si legge nella nota diffusa al termine della riunione del governo, «viene incontro all'esigenza avvertita nel tessuto produttivo, e in particolare da parte delle piccole e medie imprese, di rendere più efficienti le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle banche».

A tale scopo, si è delineato un tipo di verifica non invasiva su questa fondamentale attività bancaria, prevedendo l'istituzione di un ufficio pubblico, tecnicamente qualificato.

L'osservatorio, dunque, si avvarrà delle strutture ministeriali già esistenti, ed eserciterà le seguenti competenze:

a) può attivarsi per richiedere, se ve ne sono gli estremi, un riesame da parte della stessa banca di sue decisioni negative;

b) può formulare raccomandazioni volte a migliorare i processi di verifica del merito del credito, in relazione agli specifici contesti in cui operano le singole filiali;

c) può segnalare all'Autorità per la concorrenza ipotesi di intese o pratiche concordate, se ne riscontra gli indizi.

All'osservatorio parteciperà anche la Banca d'Italia ed è stato disciplinato il potere di richiedere informazioni alle banche Banca d'Italia partecipa di diritto all'osservatorio. L'altra amministrazione membro è il ministero dello sviluppo economico, per evidenti ragioni connesse alle sue competenze istituzionali. L'Associazione bancaria italiana e le altre associazioni di categoria possono partecipare all'osservatorio, senza diritto di voto, con funzioni informative e di rappresentanza degli interessi.

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