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Altra ghigliottina sul fotovoltaico

del 23/03/2012
di: di Luigi Chiarello e Giusy Pascucci
Altra ghigliottina sul fotovoltaico
Nuova ghigliottina sui fondi all'energia solare. Per finanziare il fotovoltaico, da luglio 2012 e per i prossimi due anni (fino al 31 dicembre 2014) ci saranno solo 500 mln di euro l'anno. Non un soldo di più. È quanto prevede la bozza del Quinto conto energia, su cui sono al lavoro i tecnici del ministero dello sviluppo economico e del dicastero dell'ambiente. ItaliaOggi è in grado di anticiparne i contenuti. In base al testo, il quarto conto energia si applicherà ai soli impianti che entreranno in esercizio entro il 30 giugno 2012; data che segnerà il raggiungimento dei sei miliardi di euro, messi a disposizione dall'art. 2, comma 3, del dm 5 maggio 2011. Si tratta del tetto mobile (6-7 mld di euro) che, in base al quarto conto energia, costituisce il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi al fotovoltaico, che doveva essere raggiunto a fine 2016. E che, invece, viene toccato già a metà 2012. Ora, in base al nuovo conto energia, una volta raggiunto il tetto dei sei mld di euro, entrerà in funzione il quinto conto energia. Questo, si legge nella bozza, si applicherà dal primo luglio «agli impianti fotovoltaici, agli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e agli impianti fotovoltaici a concentrazione», per come definiti dal vecchio dm 5 maggio 2011. Ma rispondenti a nuovi criteri, definiti dal quinto conto energia. Va ricordato che il conto energia in vigore stanziava per metà 2011 e tutto il 2012 finanziamenti pari 810 mln di euro per i soli grandi impianti. E non poneva alcun limite di budget per l'incentivazione dei piccoli. L'unico freno agli incentivi era, come detto, il tetto di 6-7 mld di euro o il raggiungimento di 23 mila mw di potenza nazionale installata

La stretta governativa alle agevolazioni è dovuta a più fattori. Secondo l'esecutivo, il costo del sostegno alle rinnovabili tout court ha raggiunto il valore di circa 9 mld l'anno, di cui si diceva, quasi 6 per il fotovoltaico. E il costo cumulato calcolato per la durata complessiva del regime di aiuti al rinnovabile (15-20 anni) supera i 150 mld di euro. Un onere che, per i tecnici ministeriali, «comporta un aggravio di 90 euro l'anno per la famiglia media». Questa, «per il sostegno alle rinnovabili, nel 2012 dovrà pagare 120 euro, contro i 30 euro del 2009». Ma non è solo questione di bolletta. La bozza del quinto conto energia spiega che la riduzione dei costi degli impianti fotovoltaici, nel 2011, «è risultata più accentuata» del previsto. Tra l'altro, «diversi paesi europei hanno adottato misure finalizzate alla riduzione degli incentivi al fotovoltaico, alla luce degli elevati oneri di sostegno e della riduzione dei costi degli impianti». Mentre, in Italia, «a causa dei limiti blandi ai volumi di installazioni, i costi per l'incentivazione delle fonti rinnovabili continuano a salire». E si contano «progetti già autorizzati per complessivi 9 mila megawatt». Infine, la madre di tutte le giustificazioni. Il rallentamento, secondo la bozza, sarebbe dovuto anche al futuro arrivo di «standard europei sul livello delle incentivazioni». A ciò si associa un aumento «degli oneri per la gestione del sistema di incentivazione a cui», spiega lo schema di decreto, dovrebbero concorrere anche «i soggetti che beneficiano delle tariffe incentivanti». I volumi incentivabili. Il quinto conto energia, per ciascuno dei semestri tra il primo luglio 2012 e il 31 dicembre 2014, ammetterà alle tariffe incentivanti tre tipologie di impianti:

quelli fotovoltaici il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supererà gli 80 mln di euro;

quelli integrati con caratteristiche innovative il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supererà i 10 mln di euro;

e quelli a concentrazione il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supererà i 10 mln di euro.

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