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Meno tasse. Ma soltanto dal 2014

del 22/03/2012
di: di Andrea Bongi
Meno tasse. Ma soltanto dal 2014
Misurare e monitorare i risultati della lotta all'evasione per destinarli alla riduzione della pressione fiscale. Misurare e monitorare l'erosione tributaria per sostituire la logica dei tagli lineari con quella dei tagli selettivi. Sono queste, in estrema sintesi, le linee guida contenute nel disegno di legge delega per la riforma tributaria in materia di lotta all'evasione ed erosione fiscale.

Le risorse della lotta all'evasione e i frutti della compliance fiscale serviranno dunque per ridurre la pressione tributaria ma soltanto a partire dal 2014. Nel frattempo la pressione fiscale italiana, già oggi estremamente elevata, è destinata a crescere ulteriormente.

Perché ciò possa avvenire, si legge nel disegno di legge delega per la riforma del sistema fiscale all'esame dell'esecutivo targato Mario Monti, è necessario introdurre prima meccanismi uniformi per misurare compiutamente i risultati delle azioni di contrasto e monitorarne costantemente la loro evoluzione. L'attento monitoraggio dei risultati conseguiti nella lotta all'evasione tributaria e nel contenimento dei fenomeni di erosione è ritenuto dall'esecutivo uno strumento indispensabile per mantenere elevata l'attenzione su queste tematiche e affinare le migliori e più efficaci strategie di contrasto.

Per quanto riguarda la misurazione di tali fenomeni, la relazione che accompagna il disegno di legge richiama in più punti il lavoro svolto pochi mesi fa dalla commissione Giovannini. La necessità di adottare criteri di misurazione dell'evasione condivisi lascia intendere che i dati finora circolati in ordine alle dimensioni di tale fenomeno siano in realtà poco attendibili e frutto di stime più che di vere e proprie rilevazioni. Le linee guida del ddl prevedono la predisposizione di un vero e proprio rapporto annuale che illustri l'andamento dell'economia sommersa e fornisca una stima ufficiale dei gettiti sottratti alle pubbliche amministrazioni.

Perché tale rapporto annuale possa dare continuità e comparabilità dei risultati nel tempo l'Esecutivo propone l'istituzione di una vera e propria commissione ad hoc, indipendente dalla politica, che vedrebbe fra i suoi componenti sia l'Istat e le altre amministrazioni coinvolte.

Le stime dei fenomeni di evasione ed erosione fiscale dovrebbero essere caratterizzate dalla trasparenza, dalla stabilità nel tempo ed essere avallate da un comitato di consulenti scientifici.

Per quanto riguarda l'erosione fiscale l'idea del governo è quella di prendere quale punto di partenza il monitoraggio delle spese fiscali (deduzioni, detrazioni, agevolazioni ecc.) ultimato lo scorso novembre. Da tale censimento di tutte le voci che erodono materia imponibile alla tassazione si dovrebbe poi procedere a una ricognizione su base annuale per istituire uno strumento di disciplina fiscale al pari di quello finalizzato al controllo della spesa e alle modifiche strutturali del sistema tributario.

Il monitoraggio continuo delle voci di spesa che erodono imponibile fiscale consentirebbe così di dare avvio a politiche di restyling con le quali si potrebbero eliminare o ridimensionare fenomeni erosivi che appaiono ingiustificati o sorpassati alla luce delle mutate esigenze sociali ed economiche del paese.

Sul fronte delle deduzioni e detrazioni d'imposta e dell'erosione fiscale, l'esecutivo, ha rinunciato a effettuare tagli lineari, preferendo i selettivi. Il censimento dell'erosione fiscale dovrebbe consentire una classificazione delle spese sulla base della loro priorità di mantenimento.

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