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Reddito d'impresa, si cambia

del 22/03/2012
di: di Duilio Liburdi
Reddito d'impresa, si cambia
Intervento a largo raggio sul reddito di impresa: armonizzazione tra risultato del bilancio di esercizio e determinazione del reddito di impresa e particolare attenzione ai criteri di deducibilità delle perdite su crediti. In particolare, l'intervento su questo aspetto, dovrà armonizzare le regole attualmente previste in materia di procedure concorsuali adattando i medesimi principi anche ai nuovi istituti introdotti dalla riforma della legge fallimentare. Ma non solo questo. In previsione vi è anche la revisione del regime di deducibilità degli ammortamenti, delle spese generali e di particolari categorie di costi. Sono questi alcuni dei principi contenuti nell'articolo 13 della legge delega di riforma del sistema fiscale che sarà domani al consiglio dei ministri.

Il rapporto con il bilancio di esercizio. L'articolo 13 si apre affermando come, in tema di disciplina interna, un intervento dovrebbe riguardare l'introduzione di principi chiari e coerenti con la disciplina di redazione del bilancio di esercizio. Un fenomeno particolare che formerà oggetto di attenzione da parte del legislatore della riforma dovrebbe essere quello del trattamento delle perdite su crediti nel senso che la legge delega afferma la necessità di intervenire su:

- l'individuazione del momento di realizzo della perdita;

- l'armonizzazione ed estensione del regime fiscale previsto in tema di procedure concorsuali con i nuovi istituti introdotti dalla riforma della legge fallimentare.

Sicuramente il tema del trattamento delle perdite su crediti da un punto di vista fiscale ha assunto negli anni recenti un rilievo decisivo anche alla luce della situazione di crisi generalizzata che ha avuto, evidentemente, dei riflessi importanti sui bilanci delle società in difficoltà proprio sull'incasso dei crediti. Attualmente, la norma tributaria consente il riconoscimento fiscale della perdita su crediti al ricorrere di due condizioni alternative :

- la sussistenza di elementi certi e precisi;

- l'apertura di una procedura concorsuale.

In merito al primo aspetto deve essere ricordato come l'interpretazione dell'amministrazione finanziaria si è sempre fondata sul fatto della sostanziale non recuperabilità del credito a fronte di un'azione di recupero che, di fatto, rimane infruttuosa, vuoi per la non rintracciabilità del debitore vuoi per l'antieconomicità del costo previsto per il recupero rispetto all'ammontare del credito. Molto delicato è il tema della cessione del credito con la formula del pro soluto che, da un punto di vista bilancistico consente l'eliminazione del credito vantato nei confronti di un soggetto terzo ma, da un punto di vista fiscale, deve essere accompagnato dalla ricorrenza dell'elemento certo e preciso come sopra descritto. In tema di procedure concorsuali appare assolutamente apprezzabile l'enunciazione di principio recata dalla norma in merito all'armonizzazione delle disposizioni in tema di procedure concorsuali con gli altri istituti di riforma del diritto fallimentare. Tipico è il caso dell'accordo di ristrutturazione del debito che, entro certi limiti e per le sue caratteristiche può essere avvicinato al concordato preventivo. A fronte della appostazione della perdita su crediti, non appare evidentemente sufficiente il richiamo letterale ora contenuto nella norma alle procedure concorsuali in quanto nella norma in vigore vi è un richiamo letterale ad alcune ipotesi e non ad altre. In questo caso, dunque, appare necessaria la ricorrenza del concetto di elemento certo e preciso nei termini sopra evidenziati. Di contro, andrebbe affrontato anche il problema della eventuale rilevanza della sopravvenienza attiva emergente in quanto, nell'ambito delle procedure concorsuali «tradizionali», la stessa non comporta particolari conseguenze in termini di tassazione. Sarebbe dunque necessario un adattamento anche su questo aspetto.

Le altre previsioni. Anche in tema di sovraindebitamento e disciplina dei componenti negativi la delega promette novità. Attualmente, in relazione alla posizione debitoria dei soggetti Ires opera la disposizione di cui all'articolo 98 del Tuir la quale, come noto, limita la deducibilità degli interessi passivi sino a concorrenza di un ammontare pari al 30% del risultato operativo lordo dell'esercizio fatte salve alcune previsioni che consentono comunque la deducibilità integrale degli interessi in questione. Si parla, inoltre, della revisione del regime di deducibilità degli ammortamenti, delle spese generali e di particolari categorie di costi. Un intervento che pare dunque destinato ad incidere a tutto campo sulla determinazione corretta del reddito di impresa in base ai nuovi canoni normativi che saranno introdotti dal legislatore della riforma. Ulteriore aspetto contenuto nell'articolo 13, comma 1, lettera b) riguarda la fiscalità internazionale laddove si tratta, per esempio, del tema delle operazioni transnazionali e del tema della residenza fiscale nonché del regime di imputazione per trasparenza del reddito prodotto dalle controllate e dalle collegate estere.

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