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Nuovo capitale deducibile al 3% per tre anni

del 21/03/2012
di: Valerio Stroppa
Nuovo capitale deducibile al 3% per tre anni
Nuovo capitale proprio investito nell'azienda deducibile al 3% nei primi tre anni di applicazione dell'Ace, ossia per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2011 e per i successivi due. In seguito, entro il 31 gennaio di ogni anno sarà un decreto ministeriale a stabilire il rendimento nozionale, ossia l'aliquota percentuale per determinare la riduzione dell'imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio. È quanto prevede il dm Economia 14 marzo 2012, pubblicato sulla G.U. n. 66 del 19 marzo 2012, che ha dato attuazione all'aiuto alla crescita economica (Ace) previsto dall'articolo 1 del dl n. 201/2011.

La misura dell'agevolazione opera in maniera diversa a seconda che l'impresa sia assoggettata a Ires o a Irpef. Per i soggetti Ires (società ed enti residenti, nonché stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti) il beneficio consiste nella deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato dell'importo equivalente al rendimento nozionale dell'aumento di capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010. Per i soggetti Irpef (imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria), invece, l'agevolazione Ace riguarda il patrimonio netto risultante al termine di ciascun esercizio (si veda ItaliaOggi del 17 marzo scorso). Non rilevano, quindi, le variazioni di capitale di cui all'articolo 5 del dm, ma la base su cui applicare il rendimento nozionale sarà costituita dall'intero patrimonio netto contabile (anche se di vecchia formazione).

Tornando al mondo Ires, l'articolo 3, comma 3 del decreto precisa come, laddove l'importo del rendimento nozionale deducibile superi il reddito complessivo netto dichiarato, non si dà luogo a una perdita, ma l'eccedenza potrà essere computata in aumento dell'importo deducibile negli anni successivi. Possibilità riconosciuta, precisa la relazione illustrativa, «senza alcun limite temporale e quantitativo».

Per quanto attiene alle società che partecipano al consolidato nazionale, l'articolo 6 del dm precisa che l'Ace va calcolato in capo a ciascuna società consolidata fino a concorrenza del proprio reddito netto. L'eventuale surplus viene traslato alla fiscal unit fino a concorrenza del reddito complessivo netto di gruppo. L'eventuale ulteriore eccedenza, non trasferita, potrà essere computata in aumento e dedotta dalle singole società negli anni successivi.

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