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Separazioni, dietrofront sul pignoramento dei beni

del 21/03/2012
di: Debora alberici
Separazioni, dietrofront sul pignoramento dei beni
Dietrofront della Cassazione sulla modifica delle condizioni di separazione. Il provvedimento adottato dal giudice è immediatamente esecutivo ed è quindi da solo titolo idoneo per pignorare i beni del coniuge inadempiente. Lo ha sancito la Prima sezione civile della Suprema corte che, con la sentenza n. 4376 del 20/3/2012, prendendo le distanze da un precedente contrario, ha aderito all'interpretazione dell'articolo 710 c.p.c. prospettata da parte della dottrina. «Il provvedimento di chiusura del procedimento di modifica delle condizioni di separazione (tanto consensuale che giudiziale), previsto dall'art. 710 c.p.c.» ha stabilito il Collegio, «è immediatamente ed automaticamente esecutivo per quanto si desume all'interno dello stesso art. 710, restando, invece, esclusa la sua soggezione alla disciplina della norma generale del procedimento camerale, di cui all'art. 741 c.p.c.». Gli Ermellini hanno inoltre precisato che «le conclusioni raggiunte si giustificano sia per il procedimento di modificazione delle condizioni di una separazione pronunciata all'esito di un procedimento contenzioso, sia per il procedimento di modificazione delle condizioni di una separazione consensuale, atteso che l'art. 710 c.p.c. prevede una disciplina unica per l'uno e per l'altro caso e considerato che se, nel secondo caso, le modificazioni vengano rese sull'accordo delle parti, l'esecutività del provvedimento definitivo (da spendere se poi taluno dei coniugi non voglia osservarle) si giustifica a maggior ragione per il carattere lato sensu negoziale del provvedimento, mentre, se vengano rese a seguito di lite, viene meno qualsiasi rilievo della pregressa separazione consensuale».

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