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Odg per rivedere il taglio alle banche

del 21/03/2012
di: Simona D'Alessio
Odg per rivedere il taglio alle banche
Riflettori puntati sugli ordini del giorno al decreto sulle liberalizzazioni, oggi in aula alla camera. E quello più atteso (e oggetto di polemiche) impegnerà il governo a rivedere l'articolo 27-bis che ha tagliato le commissioni bancarie su crediti, fidi e sconfinamenti. A denunciare l'arrivo di una norma salva-banche è Maurizio Fugatti (Lega), «ansioso di scoprire chi avrà il coraggio, nella maggioranza che sostiene Mario Monti, di depositare un intervento simile. Se ne assumerà la responsabilità davanti al paese», dice a ItaliaOggi, lasciando intendere che la paternità potrebbe essere del Pdl. Il termine per la presentazione delle proposte scade alle 10, mentre alle 12 di domani è previsto il parere governativo; sul dl n. 1/2012 verrà posta la fiducia e il voto conclusivo è atteso per la serata di giovedì. Fra gli odg ce n'è uno bipartisan per garantire ai lavoratori il riposo domenicale, «fatte salve le deroghe costituite dai servizi pubblici essenziali, dalle attività di ristorazione e di intrattenimento, da quelle che vengono svolte in località ad alta presenza turistica»; i nove deputati che l'hanno firmato richiedono anche di prevedere la volontarietà della prestazione, sostenendo che «al di là del riferimento religioso, la tendenziale coincidenza fra il giorno di riposo e la domenica è un dato stabile della nostra tradizione e della nostra cultura, come è stato ricordato, in modo laico, dalle principali organizzazioni sindacali».

Il Pd si appella, invece, al governo affinché definisca «una cornice di regole unitarie contrattuali per il comparto dei trasporti, attraverso la convergenza e la sottoscrizione da parte di tutte le organizzazioni datoriali e dei lavoratori di un nuovo contratto collettivo nazionale della mobilità»; sollecitazione necessaria, osserva Michele Meta, poiché con il provvedimento sulle liberalizzazioni «viene a cadere l'obbligo del rispetto dei contratti collettivi nazionali di settore per le imprese ferroviarie e le associazioni internazionali di imprese ferroviarie svolgenti servizi di trasporto di merci, o di persone sulla rete ferroviaria nazionale».

Sul dl, però, pende la spada di Damocle della mancata copertura finanziaria di alcuni capitoli (si veda ItaliaOggi di ieri), rilevata dalla ragioneria generale dello stato la scorsa settimana e sottoposta alla commissione bilancio, che pure ha dato il via libera al testo. Dopo che il ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda ha chiarito che la parola spetta al dicastero dell'economia («Dovrà dare una risposta», ha detto ai giornalisti uscendo dall'emiciclo), la palla è passata alla giunta per il Regolamento di Montecitorio, dopo che la questione era finita sul tavolo della conferenza dei capigruppo della camera. Un inciampo non trascurabile per il governo: il presidente dell'assemblea Gianfranco Fini l'ha definito «insensibile alle richieste di chiarimento». E i deputati leghisti e dell'Idv si sono appellati al Quirinale, criticando la scelta di blindare un testo sui cui contenuti non si è fatta piena luce.

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