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Tributaristi in prima linea

del 17/03/2012
di: di Lucia Basile
Tributaristi in prima linea
Anche Equitalia ha riconosciuto l'importanza della professione del Tributarista. Giustizia è fatta! Nelle istanze di rateizzazione, Equitalia ha aggiunto, in tutta la nuova modulistica, tra i soggetti che possono asseverare gli indici di liquidità, una apposita lettera d) con la dicitura: Tributaristi depositari di scritture contabili. Inoltre, con la direttiva n.7/12, Equitalia ha innalzato da 5 mila a 20 mila euro la soglia d'importo per ottenere la rateazione automaticamente, presentando semplice domanda motivata. Per debiti oltre 20 mila euro, la concessione resta subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. La stessa direttiva eleva da 25 mila euro a 50 mila euro la soglia di debito da rateizzare per il quale si richiede determinazione degli indici di liquidità sottoscritta dai professionisti abilitati, tra i quali anche i tributaristi. Occorre ricordare che Equitalia nel maggio del 2008, emanava la direttiva di gruppo DRS/NC/2008/017, indicando criteri uniformi di individuazione della temporanea situazione di obiettiva difficoltà ai fini dell'accoglimento delle istanze di rateazione dei debiti iscritti a ruolo. Escludendo, tuttavia, i tributaristi dall'elenco dei professionisti abilitati. «La direttiva non trovava alcuna giustificazione obiettiva e rappresentava una ingiustificata posizione di vantaggio di alcuni soggetti in danno di altri», ha detto il presidente nazionale Roberto Falcone. «È ingiustificabile escludere i revisori contabili non iscritti ad albi che possono comunque esercitare le funzioni di revisore contabile. La sottoscrizione dello stato patrimoniale può essere compiuta da qualunque professionista esercente e legittimato alla consulenza contabile e alla redazione di bilanci, attività queste esercitate professionalmente e in via continuativa da un ampio numero di soggetti sul libero mercato, in quanto non riservate ad iscritti in albi professionali, tra i quali i tributaristi», ha spiegato Falcone che ha aggiunto: «Rendiamo plauso al ravvedimento dell'agenzia. Abbiamo sempre sostenuto che la previsione contenuta nella direttiva era una prassi priva di fondamento giuridico. Anche le commissioni tributarie sono giunte più volte a sconfessare, nei casi di trattazione delle istanze di dilazioni dei debiti a ruolo, i contenuti di tali documenti in quanto non supportati da alcun provvedimento normativo. In questo rinnovato spirito di collaborazione, la Lapet offre la sua piena disponibilità, al fine di facilitare, in ogni forma opportuna, il delicato compito della riscossione delle imposte. L'azione della Lapet, diretta a superare definitivamente la pretestuosa confusione generata dalla direttiva DSR/NC/2008/017 ha raggiunto il suo obiettivo. La comunicazione di tali indici non è un'attività riservata, pertanto è da ritenersi libera».
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