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Fisco e contribuenti pari e patta

del 17/03/2012
di: di Andrea Bongi
Fisco e contribuenti pari e patta
Il Massimario delle commissioni tributarie della Lombardia guarda allo Statuto dei diritti del contribuente. Sono infatti ben 14 le sentenze aventi ad oggetto le disposizioni contenute nella legge 212/2000 oggetto di massimazione nella nuova raccolta delle principali pronunce di merito del biennio 2010-2011 della giurisprudenza tributaria lombarda.

Nella relazione introduttiva al massimario non mancano nemmeno alcuni dati di sintesi: il contribuente risulta vittorioso nei giudizi di merito nel 47,76% dei casi ma il ristoro delle spese processuali è stabilito soltanto nel 6,65% delle sentenze; per le istanze di sospensione il tempo medio per la decisione nelle commissioni tributarie della Lombardia è di 60-70 giorni con una percentuale di accoglimento del 52,6%.

Sono questi, in estrema sintesi, i dati principali contenuti nella relazione del Presidente della commissione tributaria regionale della Lombardia, Antonio Simone, che accompagna il ritorno del massimario delle commissioni tributarie lombarde nel periodo 2010-2011.

In linea generale il filo conduttore che sembra aver ispirato sia le relazioni introduttive che la massimazione delle più importanti sentenze emesse dalle corti tributarie lombarde è la ricerca dell'equilibrio fra le parti in causa nell'ottica del giusto processo fiscale.

Non è un caso infatti che sia dato ampio spazio alle questioni giuridiche inerenti l'obbligatorietà e l'opportunità del contraddittorio fra fisco e contribuente, come momento di confronto anticipato in assenza del quale l'intera procedura di accertamento può andare in sofferenza, con conseguenze più o meno gravi a seconda della tipologia di verifica compiuta dall'ufficio.

Ed è sempre in questa ottica che nel Massimario spiccano, tra le altre, anche diverse sentenze con riferimento alle disposizioni dello statuto del contribuente che meritano di essere qui brevemente commentate.

Secondo la Ctp Milano (sentenza n.32/1/2010) lo strumento del questionario di cui all'articolo 32 del dpr 600/73, può essere utilizzato solo per il reperimento di informazioni specifiche riguardanti il contribuente e non già per fondare una verifica fiscale di carattere generale. Chiaro il monito agli uffici: non si può chiedere con un questionario informazioni riguardanti l'intera contabilità aziendale senza violare l'articolo 12 dello statuto (diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali).

La regionale della Lombardia (sentenza n.97/19/2010) ha invece precisato come l'omessa compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi che non abbia comportato alcun debito d'imposta e nessun pregiudizio alle azioni di controllo, non sia passibile di alcuna sanzione ai sensi dell'articolo 10 dello statuto (affidamento e buona fede). Nel caso di specie il contribuente aveva omesso la compilazione del quadro RU dedicato ai crediti d'imposta, della dichiarazione originaria provvedendo poi a sanare l'omissione mediante integrativa.

Per la Ctp Milano (sentenza n.61/26/11) inoltre l'avviso di accertamento emesso dall'ufficio prima del decorso dei 60 giorni dalla notifica del processo verbale di constatazione, senza una adeguata motivazione dell'urgenza, determina l'invalidità dell'atto perché in contrasto con l'articolo 12 dello statuto.

Ben tre sentenze massimate si occupano poi dell'annosa questione della c.d. motivazione per relationem. Nella prima la Ctr Lombardia (sentenza n.38/22/11) ha precisato come la mancata allegazione all'avviso di accertamento del pvc redatto dalla Polizia Tributaria nei confronti di terzi con il mero riporto delle conclusioni dei verificatori, viola il diritto di difesa del contribuente, oltre ad introdurre una prova testimoniale non consentita nel processo tributario, causando la illegittimità dell'azione accertatrice. Con una seconda pronuncia la stessa Ctr Lombardia (sentenza n.61/07/11) ha ribadito come il processo verbale di constatazione non allegato all'atto impositivo determini la nullità dell'avviso di accertamento per violazione del diritto di difesa del contribuente ex articolo 7 dello Statuto. Nullità non sanabile peraltro nemmeno dalla produzione in giudizio di tale Pvc.

Infine, ancora la Ctr Lombardia (sentenza n.116/1/11), dispone che se nella motivazione dell'accertamento si fa riferimento ad altro atto, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, anche in funzione dei 60 giorni per ricorrere che verrebbe compresso se la parte dovesse impegnarsi a ricercare i documenti non allegati nell'avviso con evidente pregiudizio del diritto di difesa riconosciutogli dall'articolo 24 della carta costituzionale.

Tutela del contribuente, contraddittorio, ricerca dell'equilibrio fra le parti in causa. Sono queste dunque le linee ispiratrici del Massimario della giurisprudenza delle commissioni tributarie lombarde che risultano ben rappresentate anche dalla breve rassegna delle pronunce in materia di statuto del contribuente.

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