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Aumento di capitale svincolato

del 17/03/2012
di: di Christina Feriozzi e Luigi Chiarello
Aumento di capitale svincolato
Ammesso nelle quotate l'aumento di capitale, in presenza di perdite anche prima dell'abbattimento delle stesse, potere di convocazione assembleare al consiglio di amministrazione e non ai singoli, rimosso il quorum deliberativo rafforzato negli aumenti di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione. Sono alcune delle novità apportate dallo schema di decreto legislativo approvato ieri dal Consiglio dei ministri e recante: Disposizioni integrative e correttive del dlgs 27/1/2010, n. 27, di attuazione della direttiva 2007/36/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11/7/2007, relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate.

Gli aumenti di capitale in presenza di perdite. Con l'inserimento di un nuovo comma all'art. 2447 c.c., viene consentita, nelle società quotate, la deliberazione di aumento di capitale, in presenza di perdite di oltre un terzo, che abbiano ridotto lo stesso al disotto del minimo legale, anche precedentemente alla prevista riduzione a seguito dell'abbattimento con le citate perdite. In tal modo, risolvendo l'ampio contrasto giurisprudenziale, e a tutela degli azionisti di minoranza, il codice si è allineato a quanto già anticipato in sede interpretativa dalla massima del Consiglio notarile di Milano, n. 122 del 18/10/2011 e dalla Comunicazione Consob del 12/10/2011. In proposito, si ricorda, infatti, che proprio quest'ultima pronuncia aveva indotto la «Juventus F.C. spa», quotata in borsa, a ricostituire il capitale sociale venuto meno a seguito delle intervenute perdite senza procedere preventivamente al suo azzeramento completo. Ciò allo scopo di non espellere, di fatto, i soci che non avessero concorso all'aumento del capitale. Sul tema, anche il notariato citato, ha sostenuto la legittimità della delibera di aumento oneroso del capitale in misura sufficiente «allo scopo», che sia, in pratica, in grado di ridurre le perdite ad un ammontare inferiore al terzo del capitale e ricondurre il capitale stesso, se del caso, a un ammontare superiore al minimo legale facendo salve tutte le tutele per i terzi. Da non dimenticare, poi, che tale facoltà, a seconda dell'entità dell'aumento deliberato, potrebbe anche risparmiare del tutto alla società la conseguente riduzione del capitale in ragione delle perdite, laddove, appunto il nuovo capitale renda la perdita di proporzioni inferiori al terzo dello stesso (art. 2446 c.c.).

Le altre modifiche al codice e al Tuf. Interessato in più punti, a seguito dello schema di dlgs in commento, sia il codice civile che il Tuf (dlgs 58/98). In merito al primo, evidenziamo la variazione dell'art. 2366 che rende applicabili anche alle società cooperative quotate le disposizioni relative ai termini e modalità di pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea. Sul tema, poi, è stato superato il dubbio sulla competenza alla convocazione assembleare che non spetta agli amministratori utisinguli ma al consiglio o all'amministratore unico. Con la modifica all'art. 2369 c.c. si è data prevalenza alle assemblee tenute in unica convocazione, salvo diversa disposizione statutaria. Le variazioni agli artt. 2376 e 2415 chiariscono che la legittimazione all'intervento ed al voto nell'assemblea degli obbligazionisti e dei portatori di strumenti finanziari partecipativi sia disciplinata dalle leggi speciali. L'intervento sugli artt. 2441 e 2443 c.c. rimuovono il quorum deliberativo rafforzato (oltre la metà del capitale sociale, anche nelle assemblee successive alla prima) che rendeva particolarmente ardua la realizzazione di aumenti di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione. Fra le modifiche al Tuf, segnaliamo quella all'art. 83-undecies e 136 con cui si chiarisce che anche l'emittente può essere promotore della sollecitazione di deleghe di voto, prevedendo, in tal caso, a carico dello stesso, l'obbligo di aggiornare il libro soci. Al fine di consentire ai soci l'effettivo utilizzo delle risultanze di detto libro, le stesse devono essere rese disponibili in formato informatico di comune utilizzo. Ribadita, con la modifica all'art. 125-bis, la legittimità della prassi di pubblicare l'avviso di convocazione a mezzo stampa solo per estratto.

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