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Precoci p.a., rinviato il tfr

del 16/03/2012
di: di Daniele Cirioli
Precoci p.a., rinviato il tfr
I precoci del pubblico impiego dovranno aspettare due anni per intascare la buonuscita. Infatti, a chi accede alla nuova pensione anticipata senza aver raggiunto il limite d'età di permanenza in servizio, è quadruplicato il termine di liquidazione delle prestazioni di fine servizio che, passa dagli attuali sei a 24 mesi. Lo precisa, tra l'altro, l'Inps nella circolare n. 37/2012 illustrando gli effetti della riforma delle pensioni in vigore al 1° gennaio, con riferimento al personale iscritto all'Inpdap.

La buonuscita può attendere. I termini di pagamento delle buonuscite (l'ambito di applicazione comprende tutte le cessazioni dal servizio e tutti i trattamenti di fine rapporto, comunque denominati, erogati dall'ex Inpdap) sono influenzati dalla riforma delle pensioni, in particolare per ciò che riguarda la possibilità di andare in pensione con il massimo dell'anzianità di servizio (i vecchi e cari 40 anni). Dal 1° gennaio 2012, spiega l'Inps, venendo meno sia la possibilità di conseguire il diritto alla pensione con 40 anni di contributi a prescindere dall'età (salvo per chi l'abbia maturato entro il 31 dicembre 2011), sia la nozione di anzianità contributiva massima, tipica del sistema di calcolo retributivo (i 40 anni), alle cessazioni con 40 anni di anzianità contributiva non potrà più essere applicato il termine di sei mesi (o quello di 105 giorni) per il pagamento delle prestazioni di fine servizio. Pertanto, aggiunge l'Inps, per il personale interessato dalle nuove regole di accesso e calcolo della pensione e che cessa dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età previsti dal proprio ordinamento di appartenenza, i trattamenti di fine servizio e fine rapporto non possono essere messi in pagamento prima di 24 mesi dall'interruzione del rapporto di lavoro. In tabella le singole ipotesi aggiornate; alla scadenza dei termini previsti, l'Inps (ex Inpdap) è tenuto ad erogare gli interessi. In sostanza, la novità è il periodo di attesa più lungo da sei a 24 mesi nei casi di dimissioni con diritto a pensione, perché in tal caso si tratta dell'accesso alla pensione anticipata prima di aver raggiunto l'età massima di servizio.

Le deroghe. Il termine di sei mesi, precisa l'Inps, resta fermo per il personale che ha maturato il massimo dei contributi entro il 31 dicembre 2011 (40 anni ovvero anzianità contributive inferiori con riferimento ai dipendenti appartenenti a regimi pensionistici speciali, per esempio il personale militare) anche se cessa dal servizio successivamente a tale data. Inoltre, per il personale interessato dalle deroghe di cui al dl n. 138/2011, e che pertanto ha maturato il diritto alla pensione entro il 12 agosto 2011, valgono i vecchi termini di pagamento (si veda ItaliaOggi del 20 agosto 2011), ossia tra 181 e 270 giorni se la buonuscita è relativa ad una qualsiasi causa di cessazione dal servizio; entro 105 giorni se relativa al collocamento a riposo per limiti d'età o di servizio oppure per collocamento a riposo d'ufficio per anzianità massima di servizio.

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