Consulenza o Preventivo Gratuito

Disoccupazione, non vale l'assistenza ai disabili

del 16/03/2012
di: di Carla De Lellis
Disoccupazione, non vale l'assistenza ai disabili
Può essere considerato neutro, ai fini del requisito contributivo per l'indennità di disoccupazione, il periodo di congedo straordinario fruito dal figlio di genitore portatore di handicap grave. Pertanto, per individuare «un anno di contribuzione nel biennio precedente la disoccupazione» (è il requisito), può essere operata la retrodatazione del biennio, considerando appunto neutro il periodo di congedo straordinario. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 8/2012.

I requisiti per la disoccupazione ordinaria. I chiarimenti arrivano in risposta alla richiesta dei consulenti del lavoro di avere precisazioni circa i requisiti di natura contributiva necessari per l'indennità di disoccupazione ordinaria non agricola. Il ministero, preliminarmente, ricorda che l'indennità di disoccupazione è una forma di sostegno al reddito erogata dall'Inps ai lavoratori dipendenti assicurati contro la disoccupazione involontaria. È riconosciuta nelle ipotesi il cui rapporto di lavoro sia cessato per cause non imputabili alla volontà degli interessati (è cioè escluso il caso delle dimissioni), ossia qualora gli stessi siano stati licenziati o nel caso in cui il rapporto a tempo determinato si sia chiuso per la scadenza del termine. Riguardo alle condizioni per il diritto all'indennità sono previsti due requisiti: anzianità contributiva di due anni ai fini della disoccupazione involontaria, che è verificata se sussiste un contributo versato due anni almeno prima della cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro; minimo di un anno di contributi versati nel biennio precedente l'inizio della disoccupazione, verificato in un numero di almeno 52 contributi utili settimanali nei due anni immediatamente precedenti la data di fine del rapporto. In merito, il ministero precisa che, con l'espressione contribuzione utile, deve intendersi anche quella dovuta ma non versata, in base al principio della cosiddetta automaticità delle prestazioni; e ciò a prescindere dalla circostanza che sia possibile o meno recuperare i versamenti contributivi omessi.

I chiarimenti. Ai fini del perfezionamento del secondo requisito si considerano utili, tra gli altri, anche i contributi figurativi disposti, ad esempio, nelle ipotesi di astensione obbligatoria per maternità; diversamente, sebbene coperti da contribuzione figurativa, non sono considerati utili ai fini dei presupposti per la disoccupazione i periodi di malattia e infortunio sul lavoro, di cig (ordinaria e straordinaria) a zero ore, nonché le assenze per la fruizione di permessi e congedi per assistenza a figli con handicap grave (ex articolo 42 del T.u. maternità, approvato dal dlgs n. 151/2011). In queste ultime fattispecie interviene il cosiddetto «meccanismo della neutralizzazione», in base al quale è possibile effettuare la retrodatazione del biennio considerato, e dunque il suo ampliamento, per un tempo pari all'evento verificatosi. Secondo il ministero, nell'ambito dei periodi neutri costituiti dai congedi «di cui all'art. 42 del T.u. maternità» può essere annoverato anche quello fruito dal figlio convivente del portatore di handicap grave, qualora non vi siano altri soggetti idonei a prendersi cura della persona affetta da disabilità. Ciò perché, con sentenza n. 19/2009, la corte costituzionale, nell'esaminare la legittimità sui possibili soggetti fruitori dei congedi, ha dichiarato incostituzionale la disposizione dell'articolo 42 in quanto nell'originaria formulazione non contemplava il «figlio convivente». La correzione è successivamente avvenuta con il T.u. unico approvato dal dlgs n. 191/2011.

vota