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Il redditometro guarda al passato

In attesa del nuovo redditometro meglio riesumare il vecchio. È sulla base di questo principio che gli uffici delle Entrate stanno effettuando accertamenti sintetici utilizzando il metodo dei quinti posticipati. Cos'è? Molto semplice. È noto a tutti che una delle più rilevanti modifiche apportate dal dl 78/2010 all'accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche è stata l'abolizione della cosiddetta spesa per incrementi patrimoniali. Tale meccanismo, in vigore fino al periodo d'imposta 2008, prevedeva che in caso di spesa per acquisti di beni patrimonio, il costo sostenuto dovesse essere spalmato ai fini del sintetico sul reddito dell'anno di acquisto e sui quattro precedenti.

Dall'anno d'imposta 2009 invece tale meccanismo, favorevole al contribuente, è stato eliminato con la conseguenza che tutto l'importo del costo di acquisto farà da base all'accertamento sintetico del reddito dell'anno di sostenimento della spesa.

In attesa di poter dare inizio alla nuova campagna di accertamenti basati sul nuovo redditometro e visto i continui ritardi nell'uscita del software di autodiagnosi, gli uffici hanno dunque ben pensato di riesumare i quinti della spesa per incrementi patrimoniali ancora disponibili sulle annualità 2007 e 2008. Tutto ciò potrebbe però aprire le porte ad altro e ulteriore contenzioso nonché a contrasti e problemi applicativi al momento in cui il nuovo accertamento sintetico prenderà definitivamente avvio.

Ma torniamo al metodo dei quinti posticipati. Il trucco alla sua base è abbastanza semplice. Supponiamo che un contribuente abbia effettuato un acquisto di un bene patrimonio (immobile, autovettura ecc.) nell'anno 2009 o 2010 per un valore di 100. Il nuovo sintetico prevede che in quello stesso anno il contribuente dovrà possedere un reddito tale da giustificare tale spesa oppure dovrà giustificare la provenienza delle somme utilizzate per l'acquisto stesso. Nel frattempo però gli uffici si sono presi la briga di prendere quell'acquisto di 100 e dividerlo in quinti con la logica del vecchio redditometro utilizzando 20 di reddito sia per gli accertamenti sintetici del 2007 sia per quelli del 2008.

Ecco dunque che la vecchia spesa per incrementi patrimoniali sopravvive anche alla sua abrogazione. Il metodo utilizzato dagli uffici presta però il fianco a più di una critica.

Se è vero che nessuna disposizione normativa vieta espressamente questo utilizzo postumo dei quinti ancora disponibili sul passato grazie agli acquisti del futuro, è altrettanto vero che lo stesso appare da subito come una vera e propria forzatura delle nuove norme in materia di accertamenti sintetici.

Se l'ufficio sceglie infatti di usare i quinti disponibili sul 2007 e sul 2008 relativi agli acquisti effettuati dal 2009 in avanti come potrà poi sostenere la logica del sintetico puro su quegli stessi anni? Per dirla in altri termini gli uffici si stanno bruciando le chanches di accertamento future.

Utilizzando adesso questi quinti postumi di spesa per incrementi patrimoniali avvenuti nel 2009 o nel 2010 sarà poi impossibile riutilizzarli una seconda volta per l'accertamento sintetico nuovo stile su tali annualità. Se così fosse saremmo infatti di fronte allo stesso acquisto rilevante ai fini dell'accertamento sintetico che viene moltiplicato a dismisura facendolo concorrere in maniera plurima sull'accertamento di più annualità. Una follia insomma.

La scelta degli uffici di utilizzare i quinti postumi delle spese per incrementi patrimoniali avvenute dal 2009 in avanti è dunque una scelta senza ritorno. Sarà impossibile infatti riesumare di nuovo quella spesa per accertare nei confronti dello stesso contribuente i redditi sintetici degli anni in cui l'acquisto è stato effettuato.

Se gli uffici decideranno di forzare la mano e procedere comunque a tale riesumazione per gli anni 2009 e successivi la difesa del contribuente non può che essere una e una soltanto: illegittima duplicazione a fini accertativi del solito indice reddituale.

Questo utilizzo postumo dei quinti può essere l'indice di una vera e propria sofferenza degli uffici in tema di accertamenti sintetici. Con il nuovo software di autodiagnosi che è ben al di là da venire (si veda ItaliaOggi del 10 marzo scorso) e con le incognite che esso lascia intravedere è molto più facile e comodo per gli uffici usare la metodologia old style, dove i quinti delle spese per incrementi patrimoniali erano la regola.

Tra le altre considerazioni da fare occorre anche sottolineare che per l'annualità 2012 il numero degli accertamenti sintetici da effettuare non è di poco conto. L'incertezze sul nuovo strumento possono aver dunque indotto più di una direzione provinciale a lavorare sulla vecchia metodologia sfruttando al massimo tutto ciò che anche dal futuro si poteva apprendere. Ecco allora spiegata la logica dell'utilizzo dei quinti postumi delle spese per incrementi patrimoniali 2009 e successive per gli accertamenti delle annualità fino al 2008 compreso: meglio un uovo oggi che una gallina domani.


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