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Avvocatura a difesa del ruolo di tutela del cittadino

del 15/03/2012
di: La Redazione
Avvocatura a difesa del ruolo di tutela del cittadino
Il mondo dell'Avvocatura e delle libere professioni sta vivendo un periodo di grandi agitazioni. La crisi economica del Paese e le scelte del Governo in materia liberalizzazioni minacciano il presente e il futuro dei liberi professionisti. Approfondiamo alcuni aspetti di questo delicato momento con il presidente della Cassa forense, avv. Alberto Bagnoli.

Domanda. L'Avvocatura è in grande fermento: prima la convocazione degli Stati generali, poi la manifestazione nazionale che ha riempito le sale del cinema Adriano. È la dimostrazione di una grandissima forza, ma anche di un grande disagio. Quali sono le aspettative della professione?

Risposta. È vero, si tratta di un momento di grande riflessione per l'intera categoria e di evidente disagio. Gli avvocati stanno prendendo atto della gravità di ciò che sta accadendo, dall'attacco alle libere professioni alla minaccia all'autonomia delle casse previdenziali private. Confidiamo che le iniziative messe in campo dall'Avvocatura, finalmente unita in questa battaglia, servano a mettere in discussione le scelte del Governo. Gli avvocati sono un forza vitale per l'economia ma soprattutto una forza intellettuale di cui il paese non può fare a meno.

D. Nel caso non vi sia nessuna inversione di tendenza avete minacciato di bloccare il sistema giustizia del paese. Lo farete davvero?

R. È un'ipotesi che non ci sentiamo di escludere. Se il Governo insiste su questa strada, le varie componenti dell'Avvocatura si riuniranno per decidere assieme le iniziative da portate avanti, compresa quella di organizzare nuove giornate di sciopero. Ricordiamo che il 15 marzo c'è una manifestazione a Roma, a Piazza Cavour, e che da quella giornata prenderà il via un'ulteriore astensione che culminerà il 23 marzo con l'inizio del Congresso straordinario forense a Milano (23 e 24 marzo).

D. Spesso i cittadini vedono nelle vostre battaglie una lotta di casta. Cosa rispondete?

R. Che non è assolutamente così. I poteri forti dell'economia hanno tutto l'interesse a far passare un messaggio sbagliato, che gli avvocati scendono in piazza per difendere il loro orticello. Niente di più falso. Noi siamo al fianco dei cittadini e conduciamo le nostre battaglie anche per loro. Vogliamo garantire a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, la migliore giustizia possibile e mi sembra che i provvedimenti avanzati sino a ora dal Governo non vadano in questa direzione.

D. Eppure il Governo dice che sono provvedimenti per i giovani, un aiuto ai professionisti a inizio carriera.

R. Non è vero, anzi, mi sembra che vadano nella direzione opposta. I numeri li conosciamo: la categoria conta oltre 220 mila avvocati, di cui 60 mila possono essere considerati un vero proletariato con redditi annuali inferiori ai 15 mila euro. Si tratta soprattutto di giovani e non mi sembra che le proposte avanzate aiutino a porre rimedio a questa situazione. Non è certo aumentando i mesi di praticantato all'interno delle Università, che già soffrono per le risorse insufficienti, che si formano professionisti preparati.

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