A che punto siamo. Le aziende interessate a ottenere il contributo a fondo perduto messo a disposizione dall'Inail hanno già caricato la domanda sul portale dell'istituto entro il 7 marzo scorso. Infatti, il bando prevede due fasi: la prima, quella di cui sopra, che permetteva alle imprese di caricare la domanda e verificare l'eventuale raggiungimento di un punteggio minimo di 105 punti. Utili ad accedere alla fase successiva. La seconda fase, quella che prevede l'assegnazione dei fondi e opera col sistema del click day, il cui calendario d'inizio verrà fissato tra oltre un mese. In proposito, va detto che ogni regione ha un click day diverso dalle altre. La data non è la stessa in tutta Italia.
Il sistema di agevolazione. Chi invia la domanda, prima che i fondi siano esauriti, viene ammesso automaticamente al contributo in via preventiva. In sostanza si crea una riserva di fondi, la cui assegnazione è subordinata a verifiche Inail sulla documentazione e sulla corrispondenza tra quanto dichiarato dall'impresa in domanda e quanto risultante dai documenti inviati dalla stessa impresa Inail. Se tutto filerà liscio, l'istituto darà l'ok.
L'inghippo. Il ritardo nella definizione dei calendari fa adombrare l'ipotesi che ci siano possibili motivazioni tecniche alla base della decisione. Tutti gli operatori ricordano che lo scorso anno il sistema andò in tilt. E non permise a molte imprese e ai relativi professionisti di inviare le domande in tempo utile. Considerando che il sistema è già stato potenziato in vista del click day 2012, si fa strada l'ipotesi che sia stato un elevato numero di domande a far slittare i tempi. La struttura del bando, però, prevede che le imprese debbano obbligatoriamente iniziare gli investimenti solo dopo aver ricevuto la conferma ufficiale scritta dell'agevolazione da parte dell'Inail. Altrimenti, se l'investimento è già iniziato, anche solo in parte, scatta la revoca del contributo. Ne consegue che lo slittamento del click day genera un effetto cascata e un effettivo ritardo per l'inizio degli investimenti. E, considerati i tempi tecnici delle istruttorie successive, si palesa il rischio concreto che alcuni investimenti slittino a settembre. O non vengano più effettuati a causa dei tempi lunghi, che intercorrono tra la progettazione e la possibilità di realizzarli.
