Di parasubordinati (co.co.pro. e altri contratti flessibili) invece non si parla; e, pertanto, devono ritenersi esclusi dal beneficio. E non deve trattarsi di mera distrazione poiché, di co.co.co. se ne parla a proposito delle abrogazioni. Infatti, la riforma prevede che vengano eliminate le seguenti prestazioni: indennità di mobilità, incentivi per gli iscritti nelle liste di mobilità, disoccupazione nei casi di sospensione, disoccupazione per apprendisti e una tantum per co.co.co./co.co.pro. Comunque sia il nuovo regime dovrebbe scattare dal 2015, quindi due anni prima rispetto a quanto programmato in precedenza. Il nuovo sussidio Aspi non avrà più un importo minimo base e potrà arrivare per tutti fino al massimo di 1.119,32 euro lordi al mese per un periodo non superiore a 12 mesi, allungabile a 18 mesi nel caso di disoccupati con oltre 55 anni di età. Per pagare questo nuovo sussidio Fornero propone di introdurre un contributo uguale per tutti dell'1,3% sulla retribuzione; ma le imprese non dovranno più pagare l'attuale contributo per la disoccupazione (che in genere è pari all'1,31%, salvo che per gli artigiani per i quali è dello 0,40% e per alcuni settori come i bar e ristoranti che è dello 0,18%), né il contributo per la mobilità (pari allo 0,30%) e neppure quello per la disoccupazione edile (0,80%). Prevista, invece, un'aliquota aggiuntiva dell'1,4% (quindi in totale 2,7%) per i lavoratori con contratto a termine, che verrebbe però recuperata dall'azienda se poi il lavoratore è assunto a tempo indeterminato.
