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Fornero, testi non blindati

del 15/03/2012
di: Simona D'Alessio
Fornero, testi non blindati
Non tutto ciò che il governo mette sul tavolo è «blindato», e l'obiettivo rimane l'accordo con le parti sociali «da realizzarsi entro il 23 marzo». L'esecutivo è pronto a scoprire altre carte, ossia «proposte sul blocco complessivo della riforma su cinque punti: ordinamento contratti, sistema degli ammortizzatori sociali, flessibilità in uscita, politiche attive e servizi per il lavoro». Il giorno dopo le critiche per l'espressione infelice sulla copertura degli ammortizzatori (senza il sì nessuna «paccata di miliardi»), il ministro del welfare Elsa Fornero cambia tono e, dopo il faccia a faccia con i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, dichiara in audizione a palazzo Madama di contare «sul fatto che ciò che viene disegnato per il paese non possa essere rifiutato, anche se ci sono aspetti lievemente indigesti», definendo la strategia un «menù equilibrato che può rappresentare una possibilità di avanzamento rispetto al mercato del lavoro e di tutta l'economia». Urge la svolta, perché «il mantenimento della precarietà sarebbe suicida», dunque tende la mano ai sindacati, dicendosi non appartenente «alla scuola di pensiero per cui una buona riforma è solo quella che escluda le parti sociali». L'intesa è «realizzabile», l'occhio è fisso sulle situazioni di sofferenza, una su tutte quella dei lavoratori esodati (che hanno sottoscritto intese per lasciare il posto in vista della pensione, e ora si trovano senza assegno), accantonata nell'esame del milleproroghe. Fornero è decisa: adesso sono più chiari i numeri della platea, «sicuramente superiori a quelli preventivati, ma spero di riuscire a dare una relativa tranquillità in tempi abbastanza brevi» a queste persone.

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