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Avvocati, parte lo sciopero

del 14/03/2012
di: di Gabriele Ventura
Avvocati, parte lo sciopero
La protesta dell'avvocatura contro le liberalizzazioni entra nel vivo. Da domani, infatti, gli avvocati saranno in sciopero per una settimana, fino al 23 marzo prossimo, quando si terrà il congresso straordinario di categoria a Milano. Dove, tra l'altro, l'Oua proporrà due referendum abrogativi per eliminare la mediazione civile obbligatoria e la revisione della geografia giudiziaria. Dal canto suo, il ministro della giustizia, Paola Severino, sta cercando di puntare sul dialogo, convocando per oggi in via Arenula i rappresentanti dell'avvocatura. Il guardasigilli proseguirà infatti, dopo l'incontro del 9 febbraio scorso, il confronto con la categoria sul tema delle professioni e delle liberalizzazioni, «al fine di arrivare alla formulazione di normative il più possibile condivise». Saranno presenti il Consiglio nazionale forense, l'Oua, e le sigle più rappresentative della categoria.

Quanto alla protesta, invece, si svolgerà con una serie di iniziative quotidiane sul territorio che vedranno la partecipazione del presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla. Giovedì 15 marzo l'appuntamento sarà a Napoli, alle ore 16, all'Università degli Studi Federico II, per parlare di riforma forense «Tra principi costituzionali e liberalizzazioni». Lunedì 19 marzo, alle ore 9,30, nella sala del Consiglio comunale di Chieti si terrà invece il convegno su: «La difesa non è una merce. La tutela dei diritti al centro del sistema». Per la manifestazione di Roma di domani, invece, de Tilla prevede la partecipazione di tutti gli ordini forensi territoriali e di circa 1.500 avvocati. «Le adesioni da tutta Italia aumentano ogni giorno, il disagio e il dissenso degli avvocati cresce sempre di più, anche a causa dell'assenza di ogni volontà di dialogo da parte del governo», sottolinea. «Non è giustificabile questa assoluta disattenzione nei confronti delle osservazioni e delle proposte di oltre 230 mila professionisti che pongono, unitariamente, quesiti importanti per il buon funzionamento della macchina giudiziaria, nonché per la modernizzazione della professione forense». «Tre i nodi principali che abbiamo posto sul tavolo», continua il presidente dell'Oua, «contrarietà ai soci di capitale negli studi professionali, causa di evidenti conflitti di interessi con il mondo delle imprese, delle banche e delle assicurazioni, nonché di possibile inquinamento da parte delle organizzazioni malavitose». Infine, l'Oua chiede lo slittamento dell'entrata in vigore, prevista per il 21 marzo prossimo, delle materie ora escluse dalla conciliazione obbligatoria, incidenti e condomini, in attesa dei pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea. Ma su quest'ultimo punto, de Tilla rilancia: «Al congresso straordinario», annuncia, «proporremo due referendum abrogativi, per la legge sulla mediazione obbligatoria e per quella della geografia giudiziaria».

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