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Beni ai soci, dati al 15 ottobre

del 14/03/2012
di: di Duilio Liburdi
Beni ai soci, dati al 15 ottobre
Comunicazione dei beni ai soci il 15 ottobre 2012: è questa la nuova data fissata dall'amministrazione finanziaria in relazione all'adempimento introdotto con la manovra dell'estate del 2011. La motivazione della proroga è, nella sostanza, individuare correttamente le regole che obbligheranno all'adempimento e, come si legge, nel provvedimento dell'amministrazione finanziaria, il fatto che si tratta di una novità assoluta.

La nuova scadenza. Il termine fissato dal provvedimento dell'agenzia delle entrate lo scorso novembre era quello del prossimo 2 aprile (si veda ItaliaOggi del 7/3/2012) e, con la decisione resa pubblica ieri, si apprende che il nuovo termine è dunque quello del 15 ottobre 2012. Questo, sicuramente, darà modo di valutare correttamente gli adempimenti da porre in essere sia in relazione a ciò che andrà comunicato che in relazione ai soggetti interessati. Tenendo presente, comunque, che le regole sostanziali (e cioè la determinazione di un reddito diverso in capo al socio utilizzatore del bene di impresa) sono in vigore dal 1° gennaio 2012 e, dunque, l'adempimento dovrà essere assolto a ridosso della fine dell'anno. Sarebbe in ogni caso auspicabile che l'agenzia delle entrate fornisca la propria interpretazione della norma in tempi comunque anticipati rispetto alla nuova scadenza.

Le problematiche di natura sostanziale. Posto che in linea di principio la norma, nel suo intento, appare condivisibile in quanto ha l'obiettivo di tassare l'utilizzo personale in capo ai soci dei beni dell'impresa che dunque dovrebbero essere destinati ad altre finalità, molte sono le questioni sul tappeto da dover dipanare. In primo luogo relativamente ai soggetti utilizzatori dei beni di impresa nel momento in cui gli stessi rivestono, oltre alla figura di socio, anche quella di amministratore o dipendente della società. Posto che l'agenzia delle entrate in occasione del forum di ItaliaOggi dello scorso 18 gennaio ha chiarito come laddove esistano delle regole codificate nel testo unico delle imposte sui redditi queste non mutano, continuano a rendersi applicabili le disposizioni di cui all'articolo 51 del Tuir. Conseguentemente, poiché in capo a queste figure soggettive non si generano redditi diversi secondo la nuova previsione introdotta dalla legge n. 148 del 2011, vi è da ritenere che la comunicazione non vada fatta. Obbligo che, invece, parrebbe sussistere nel caso in cui l'utilizzatore del bene di impresa sia il socio che, contemporaneamente, non è anche amministratore o dipendente della società. Ulteriore delicatissimo aspetto è quello legato all'obbligo o meno di comunicazione dei soli finanziamenti o versamenti esistenti a fronte di un mancato utilizzo da parte del socio del bene di impresa. In tale ipotesi l'agenzia ha sostenuto la necessità di procedere alla effettuazione della comunicazione in ogni caso e a prescindere dal momento in cui il finanziamento è stato effettuato essendo sufficiente, secondo l'amministrazione finanziaria che lo stesso sia in essere alla data del 17 settembre 2011. Posto che tale ipotesi non appare contemplata dalla norma o dal provvedimento attuativo della norma primaria, la proroga potrà essere anche l'occasione, da parte dell'amministrazione finanziaria, di meglio precisare il perimetro di applicazione concreta della norma. Che, in fondo, ha il vero obiettivo di ricostruire (peraltro vi è l'espressione letterale nel testo della norma stessa) la capacità contributiva in capo ai soci delle società nel momento in cui gli stessi utilizzano appunto i beni della società non corrispondendo alcun corrispettivo. Infatti, nel caso in cui i soci dovessero procedere al pagamento di somme che remunerano l'utilizzo dei beni di impresa, non si produrrebbe, evidentemente, alcun reddito diverso in capo al socio medesimo.

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